Storie e leggende del fiume Po: le creaure fantastiche

fiume po pixabayIl nostro italianissimo fiume Po, in antico chiamato Eridano, poi con il termine latino Padus è divenuto Pàus>Pàu>Po. Tuttavia non è della sua etimologia nè della sua storia che vi voglio intrattenere, ma di alcune leggende che vedono protagonisti alcuni animali fantastici che si dice abitino lungo il fiume e che, pare, siano quasi ottantacinque creature fantastiche.

Cominciamo allora col conoscere "la Bosma", una biscia acquatica e spaventosa, dalle dita palmate e dai grossi unghioni, che di notte, con una abilità sorprendente, succhia il latte dal seno materno lasciando così il neonato senza cibo. Questa "Bosma" viene anche identificata in un uccello longevo che, si raccontava, aveva capacità divinatorie. Nella Bassa padana troviamo anche la " Borda", un essere spaventoso e che aveva il vizio di trascinare dentro i canali chi si trovava a camminare sui bordi. Probabilmente era un modo per spaventare i bambini per tenerli lontani dai bordi dei canali.

Percorrendo il fiume incontriamo anche il "Fojanco o Fojonco", questo ha l'aspetto di un rapace notturno, con tre gambe e un inguaribile desiderio di rubare galline, inoltre, e questo è davvero una sorpresa, ha una sfrenata passione per il vino Lambrusco. Pensate che una nota Cantina vinicola emiliana era disposta ad offrire un vitalizio gratuito di vino a chi fosse riuscito a fotografare questo fantasioso essere. Risultato? Ancora nessuno si è aggiudicato il vitalizio! È nata persino un'Associazione, gli "Amici del Fojonco", che si ritrovano, in estate, in una località diversa per la Festa del Fojonco. Con questo termine, che è dialettale, si vuole indicare, in italiano, la Faina.

Un'altra creatura della cultura popolare della Bassa è la "Palpastriga", nome composto da "palper" e " striga", ossia palpare con malignità. Questa, parente stretta delle streghe, è una creatura maligna che vuole far paura e avvolgere la vittima nelle sue ragnatela, per derubarli dei loro averi e anche delle loro virtù. A volte queste creature si spingono anche nei borghi abitati, e questo accade ogni volta che si evocano le streghe o si commettono grosse cattiverie. Sono amiche dei pipistrelli e presentano un corpo semitrasparente.

L'Unicorno e il Worbas sono due animali mitici difensori del fiumi Po, mentre si racconta che qualcuno avrebbe visto un essere metà uomo e metà animale. Altri sostengono che esiste "l'uomo coccodrillo", mani e piedi palmati, pelle squamosa e muso allungato. Altro strano essere è quello definito "Homo Saurus", essere non bene definito e ancora in cerca di una chiara identità. Tuttavia non solo lungo il percorso del fiume ma già dal suo inizio si raccontano strane e spaventose storie, ad esempio a poca distanza dalle sue sorgenti, vi è una grotta, nota come "Rio Martino" che, nel Medioevo si riteneva fosse abitata da esseri infernali e spiriti maligni, che con i loro malefici causavano valanghe e altre sciagure. Le calamità cessarono quando alcuni Gesuiti decisero di esorcizzare la grotta. Anche il famoso "drago Tarantasio", abitante del lago Gerundo, pare abbia connessione con l'italico fiume. In una frazione di Mantova si racconta della "Pietra delle paludi", che riportava scolpiti strani segni, pare dono di una strega a un uomo che poi affogò nel fiume. Sempre nel mantovano si racocnta della presenza di fantasmi che avevano, in vita, avuto a che fare col grande fiume.

 

Ci sarebbe ancora molto da raccontare, vicissitudini e leggende che percorrono tutta la sua lunghezza, ma lo spazio tiranno mi ordina lo stop, e quindi qui mi fermo.

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