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“Dior and I” docu-film in Italia dal 3 giugno

Finalmente anche nelle sale italiane l'attesissimo docu-film “Dior and I” di Frederic Tcheng ci farà viaggiare all'interno della grande Maison Dior osservandola da un'altra prospettiva: il dietro le quinte. Realizzato da Universal Pictures e The Space Cinema con la collaborazione di Mymovies.it e Wanted Cinema, racconta le sette settimane di luglio 2012 a Parigi che hanno segnato il debutto alla direzione creativa del designer belga Raf Simons e tutta la tensione nell'ideazione di modelli, la realizzazione dei capi e la grande sfilata finale di Haute Couture.

dior and me

Dior, genio e stilista conosciuto in tutto il mondo, fu rivoluzionario nel settore della moda, dagli anni '40 cominciò a delineare una nuova idea di abbigliamento femminile e in generale del ruolo ricoperto dalla donna: si passò dalle spalle imbottite a quelle arrotondate donando una nuova fisionomia al corpo femminile, ideò una gonna ampia a forma di corolla (da qui deriva la sua Collezione “Corolla” del 1947) la vita da vespa grazie alle guepieres e infine l'utilizzo di tessuti raffinati e costosi che hanno cambiato anche il modo di vestire di quel periodo in cui la donna indossava ancora abiti in panno. Il marchio Dior ha sempre creato tanta attesa e trepidazione soprattutto in occasione di nuovi lanci e questo accade anche ora con il nuovo docu-film “Dior and I”, in cui anche la persona più comune può immergersi in questo mondo bucolico, quasi idilliaco e magico. «Si è trattato di un'esperienza fortemente emotiva – ha detto Raf Simons a proposito del film – poiché mi sono rivisto in un periodo della mia vita dove ho provato moltissime emozioni diverse, tra cui anche la paura. È stato strano rivedersi in quelle situazioni. Nel film c'è un forte senso di intimità, che credo sia anche presente da Dior. Non appena ho varcato le porte di quest'edificio mi sono reso conto che si tratta di una grande famiglia»

dior and i

Vedere il dietro le quinte di un grande marchio porta l'occhio dell'osservatore a cambiare prospettiva, non solo lusso, stoffe pregiate esibite su lunghe passerelle, ma anche quell'attesa di sfilare e di sentire gli applausi e soprattutto vedere lo studio e il lavoro creativo di un designer di alta moda come Raf Simons. Viene sicuramente sottolineato tutto quel clima di intimità che ritroviamo anche nell'azienda, una vera emozione per gli addetti ai lavori con tutta la frenesia e attesa che poi si trasforma, una volta esibiti, in grande soddisfazione.

 

 

 

Monica Lia Monacchi

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