Food & Fashion un binomio indissolubile tutto da scoprire

  • Agnese Pasquinelli

Toc Toc, ci siamo ? Rubando queste due piccole e di facile memoria, parole allo stimato Nicola Porro, mi accingo a ricordare che sono davvero pochi i giorni che ci separano dall’attesa Milano Fashion Week (20-26 settembre). penelope a casa milano pasquinelli

Quest’anno più che mai sta creando un sussurrio di aspettative, altissime considerando il periodo.

L’atmosfera respirabile nei giorni della fashion week è quella che rappresenta Milano al cento per cento, capace di far vivere una delle metropoli più belle al mondo e concedendole la possibilità di presentarsi, come fosse uno spirito surreale, come capitale della moda italiana e internazionale. Perché ammettiamolo, le città interessante alla fashion week sono quattro (Parigi, Londra, New York, Milano), ma come si dice: “Milan l’è sempre un grand Milan” e nessun’altra città sarà in grado di combinare fashion, cultura, atmosfera e food. 

Ed è proprio verso quest’ultimo aspetto il focus di questo articolo. La città meneghina vibra di stilish people durante la fashion week trepidanti di abbandonare l’attività di saltellare da un marciapiede all’altro, per sedersi in qualche locale top del centro. 

L’attenzione verso il food (non solo healthy considerata la smisurata apertura di locali di stampo americano) da sempre è una costante per Milano, rafforzatasi ancor di più da quell’edizione di Expo 2015, guidata da Diana Bracco, che ha voluto come tematica “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Shorter, come direbbero gli inglesi, ma di grande impatto; unire, o meglio, includere tutto ciò che ruota attorno all’alimentazione, dall’educazione alimentare alla mancanza di cibo che affligge molte zone del mondo, alle tematiche legate agli OGM. 

Un incipit, questo, necessario per affrontare anche il lato più fashion del food and beverage perché l’uomo è bene sia a conoscenza dell’origine di ogni cosa, essa sia una materia prima o il piatto finale. Sentiamo spesso giudicare un piatto per il suo prezzo, ma ci siamo mai realmente chiesti quanta storia e quanto studio c’è dietro a quel piatto che lo Chef ci presenta? Quante prove sono state fatte. Per raggiungere quell’equilibrio capace di sconvolgere tutti e cinque i sensi? No. La maggior parte delle persone si prende la facoltà di dire (cito uno dei Maestri della cucina italiana) che “Ops, mi è caduta la crostata di Bottura”, iconico piatto dello Chef Massimo Bottura, sia una “semplice” crostata. Affermazione di fronte alla quale rimanere basiti. Un piatto che fa onore all’illustre Chef e rende onorato colui che ebbe quella distrazione. Non aggiungo altro in merito alla nascita di questo piatto perché merita davvero di essere letta e bene interpretata da ognuno.

Glamour e cibo non sono mai andati così d’accordo 

Per questo motivo durante la Milano Fashion Week è bello uscire per provare qualche ristorante di recente apertura o uno storico, magari sedendo accanto al tavolo di star del fashion system. Buyer, stilisti, nomi altisonanti dell’editoria, non vedono l’ora di scoprire la città della Madoninna nella sua veste food city, divertendosi tra un assaggio del classico risotto giallo scoprendone le peculiarità che tradizione vuole, sino ai menu più à-la-page come i trend del momento richiedono. 

Il mondo della moda di certo non vuole lasciarsi sfuggire i nuovi “the place to eat” o semplicemente riconfermare i propri beniamini. Eccone quattro che vi faranno perdere la testa attraverso un esclusivo fashion tour gastronomico.

C’è Bistrot Milano – Da C’è solo il meglio

Si presenta deciso e senza maschere il C’è Bistrot, nuova location meneghina che sta già attirando a sé gli occhi indiscreti di illustri personaggi noti al mondo del food e non solo. 

Sito in zona Guastalla, il C’è Bistrot vanta di un entourage di altissimo livello, guidato in sala da Michele Faravelli, nome cognito ai cultori del cibo milanesi, il quale accompagna i clienti in quello che potremmo facilmente definire come un percorso enogastronomico glamour tanto quanto soave al palato. 

C’è Bistrot non è un ristorante, bensì è Il Ristorante, quello dove si va quando si vuole trascorrere un tradizionale pranzo in famiglia o concludere un business affair importante stando lontano da occhi indiscreti. 

Qui il cibo è servito secondo i dettami dell’eleganza, piatti semplici ma non banali, con massima attenzione ai prodotti utilizzati per la loro realizzazione. Gli chef in cucina fanno una continua ricerca di gusti inediti e raffinati che si sposano con la tradizione delle pietanze non solo meneghine. Al C’è Bistrot il cibo diventa opera d’alta moda con contrasti e accostamenti sperimentali che non lasciano nulla al caso, restituendo piatti ricchi di gusto e naturalmente di stile. Difficile citare un solo signature dish perché il menu ormai consolidato soddisfa sia gli amanti del pesce che della carne, puntando su una semplicità esigente, dunque la riscoperta di grandi classici della cucina italiana, alcuni rielaborati per valorizzare la concretezza dei sapori e la consistenza dei piatti.  

Ideale per chi intende mangiare senza perdere le atmosfere glamour che aleggiano sulla città di Milano durante la fashion week. Inoltre, chi non gradirebbe fare uno scatto per il proprio feed utilizzando l’hashtag #calicisottolestelle , rendendo omaggio alla location unica dove entrando a colpire alla vista ci pensa un maxi schermo che ricorda un romantico cielo stellato? Direi molto instagrammabile! 

The Bar at Ralph Lauren – Poche ore per entrare nel cuore dei milanesi

Un concept place dove il bar-ristorante trova luogo nello stesso locale dalle tradizionale boutique Ralph Laurent riprendendone tutte le sue peculiarità. L’amato brand americano gode di enormi successi ricevuti nelle precedenti aperture a New York, Chicago e Parigi, ma stando alle parole di Ralph Laurent, Milano ha quel quid che gli fa sentire le farfalle nello stomaco, lo emoziona: il romanticismo delle strade acciottolate tortuose, la ricca patina delle storiche facciate e dei balconi in ferro battuto, il mistero dei cortili nascosti e dei piccoli caffè, il suono delle campane che segnano l’ora e un lifestyle che procede con un passo più dolce e personale. Il The Bar at Ralph Laurent punta al top in tema di qualità e mise en place. I piatti amati dello stilista, tipici di una cucina americana di altissimo livello, vengono riproposti in una location tutta da scoprire tipicamente milanese, dove si possono trascorrere momenti di relax dalla colazione, al pranzo e alla cena, o semplicemente per sorseggiare cocktail esclusivi pret à boire. the bar at ralph laurent milano

Penelope a Casa – Rifugio incantato senza tempo

Lo stile cozy chic è ciò che caratterizza questo piccolo angolo di Abbruzzo in zona Porta Romana. Entrando, immediatamente si dimentica il caos esterno e ci lascia stregare dagli scenografici lampadari, dal bancone accogliente direttamente da Sambuceto a Milano, dai pavimenti a scacchi black and white e dai soffitti a specchio incredibilmente fashion. Penelope a Casa, tra le sue piante d’ulivo sparse per tutto il locale e adornate da millanta lucine, propone una cucina autentica, bella e buona allo stesso tempo, ma realizzata esclusivamente con prodotti Top, come intende sottolineare la proprietaria Francesca Caldarelli Liuzzi. 

Un ristorante capace di dialogare con una cucina 3.0 presentata attraverso un menu ricco di storia, presentato al cliente in libri contabili, registri e libri matricola. Al Penelope si mangia l’agnello cacio e uovo su un piatto di ceramica tipica di Castelli e, magari a fianco dell’idolo di Instagram! 

Riservare un tavolo in questo ristorante permette al cliente di aggiudicarsi con un semplice post millanta cuoricini; perché? Perché nei social vedere un flûte di prosecco sormontato da…una nuvola di zucchero filato, attira più di una bella borsa. penelope a casa milano

The Stage Fine Dining – La nave che non ti aspetti

Sito in Gae Aulenti, una piazza che non ha nulla da invidiare alle reminiscenze hollywoodiane che stravolgono la clientela, il The Stage si presente come appendice del nuovo concept store di Replay. Considerata l’atmosfera, tutti i piatti sembrano studiati per accompagnare una serata in compagnia di un bel film e dell’ottimo vino; circostanze che ne rendono un’esperienza unica e inimitabile. Il brand Replay ha curato ogni dettaglio del ristorante, ricreando una nave dove i clienti vengono coccolati nel momento in cui iniziano il viaggio culinario tra piatti haute cuisine e vini d’annata. In questo caso è impossibile “vietare” l’uso dell’iPhone, in quanto non postare una foto del signature dish o della location sarebbe come non immortalare l’outfit preferito visto durante il fashion show.

the stage fine dining milano 

Ora con questi suggerimenti si sfata nettamente il mantra disatteso che da sempre investe Milano  durante la fashion week: dove mangiare bene continuando ad assaporare un po’ di glamour?

Agnese Pasquinelli

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