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Pierre Cardin, addio allo stilista del futuro

  • Alessia La Rosa

pierre.cardinIl mondo della moda è in lutto e lo siamo anche noi. E’ scomparso il 29 Dicembre 2020 lo stilista d’avanguardia Pietro Costante Cardin, noto a tutti come Pierre Cardin.

Nato in Italia ma naturalizzato francese, Cardin è riuscito a costruire un ponte capace di unire buongusto francese e stile italiano, in una carriera durata 70 anni. Creatore del prêt-à-porter, durante la sfilata del 59 ai grandi magazzini parigini Printemps, con la vendita di abiti eleganti non sartoriali ma fatti in serie da indossare quotidianamente, è stato il primo stilista ad aprire le sue boutiques in Giappone.

Gli abiti di Cardin sono sempre stati sinonimo di eleganza ma anche di innovazione, dal bubble dress, che fece innamorare il pubblico dell’epoca ai suoi bozzetti ispirati all’era spaziale, dalle stampe geometriche al taglio genderless dei suoi capi, Pierre Cardin ha rivoluzione il mondo dell’haute couture e non solo. Le sue creazioni sono state definite “democratiche” per la loro capacità di mettere d’accordo ogni sorta di clientela. La sua impronta nella moda è stata riconosciuta futuristica dai geni creativi Jean Paul Gaultier e Kenzo Takada e le sue creazioni sono state indossate d personalità dal calibro di Sharon Stone e Naomi Campbell. Cardin lascia a tutti noi la sua gigantesca eredità stilistica e noi gliene saremo eternamente grati. 

Cosmos, una collezione al di fuori dello spazio e del tempo

Nato in una frazione del trevigiano, Pierre Cardin a 14 anni inizia a lavorare dapprima presso un sarto a Vichy e poi a Saint-Etienne. Nel 45 si traferisce a Parigi e lì, nella capitale della moda francese, lavora prima da Jeanne Paquin e poi da Elsa Schiaparelli. Primo sarto della maison Christian Dior, fu partecipe del successo del maestro che definì il New Look. Nel 1950 fonda l’omonima maison affacciandosi per la prima volta nel mondo dell’alta moda. I suoi abiti sono avanguardistici, le sue creazioni sono sfrontate ma sempre eleganti. Si servirà di ogni tessuto, di ogni materiale, si farà ispirare da ogni forma geometrica e riuscirà a introdurre il concetto di tridimensionalità nei suoi abiti con decorazioni eccentriche ma soprattutto si farà affascinare dal mondo dello spazio, conquistando anche i clienti più scettici “costringendoli” a guardare oltre il consentito.

La space age della moda nasce nel 65 quando Cardin manda in passerella una collezione intitolata Cosmos dedicata Edward Higgins White, astronauta. Il mini abito smanicato, capolavoro della collezione di Cardin, viene impreziosito con l’utilizzo di un tessuto sintetico per ottenere la sensazione di trovarsi davanti una superficie tridimensionale. PVC, maglia metallica, lurex, un particolare filato laminato in fibra di poliestere, diventano il pane quotidiano dello stilista sostenitore della volontà di andare oltre il tangibile, il visibile, che attanagliava le menti dei giovani che hanno vissuto tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70.

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Non solo bubble dress

Sono certa che Pierre Cardin, quel giorno del 54, nel suo studio durante la creazione del bubble dress fosse consapevole di essere in procinto di fare la storia della moda. E’un abito talmente perfetto che non può che essere così. Un corpetto fasciato in vita lascia spazio ad una sontuosa gonna a palloncino con arricci sul fianco.

Questo è il leggendario vestito a bolle che ha reso davvero grande e popolare la maison Pierre Cardin. Tuttavia sono tantissime le invenzioni stiliste disegnate da Cardin, invenzioni di cui sconosciamo la provenienza ma che occupano un posto nel nostro armadio. I pantaloni a sigaretta? Sono una creazione disegnata da monsieur Cardin. La gonna stretta con spacco? Cardin. La giacca senza collo nel completo maschile? Sempre Cardin. Persino ricamare le luci su di un abito, introducendo definitivamente la possibilità di inserire materiali non usuali per il mondo dell’alta sartoria è stata un’invenzione di Cardin.

Di tutto questo normalmente non si parla e non si sa perché Pierre Cardin non sia mai stato pienamente riconosciuto da tutti tra i grandi nomi nel mondo della moda. Eppure grande lo è stato!

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