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Tra pizzica e taranta, Dior Cruise 2021 sfila a Lecce : "Strenght and dignity" è il suo inno

  • Angelica Rossi

Sedici milioni di spettatori in tutto il mondo, una certa  Maison tra le più famose del globo e una festa barocca dal dna leccese arricchita da una carrellata di tradizioni salentine. Mercoledì sera scorso si è scritto un altro capitolo di straordinario valore nell'enciclopedia della moda.
lecce vista

Di cosa stiamo parlando? Della sfilata Dior Cruise 2021 ambientata e architettata nella celebre città pugliese di Lecce. La scelta non è stata affatto casuale : la direttrice artistica della maison Dior è di stampo salentino, nel suo sangue scorrono le tradizioni salentine e le note delle Taranta.

Tale tanto attesa sfilata, le varrà sicuramente il titolo come Cittadina Onoraria della città, parole del sindaco, che ha accolto con ardore lo sviluppo e la rappresentazione del fashion show più atteso dell'anno.
dior logo copy

La piazza Duomo leccese, di stampo antico, si illumina di abbaglianti luci tipiche delle feste di paese , mentre sulle scene si alternano elementi tradizionali, che affondano radici nella Magna Grecia e nell'artisticità barocca.

La sfilata è stata diretta con attenta e minuziosa regia : ogni tono di colore, ogni dettaglio, ogni nota musicale è stata fortemente voluta ed orchestrata in un connubio di tradizioni, know how locale e modernità al limite dell'immaginario. 

L'intera location, con le sue 30mila lampadine a Led attraversodior logo cui si leggeva “Strenght and dignity” - " forza e dignità", motto del popolo soprattutto femminile salentino- sembra un paradiso immaginario figlio di altri tempi e altri popoli. 

Maria Grazia Chiuri scava nel passato del popolo leccese e riporta in auge antiche tradizioni, le lucida e le conduce ad una nuova rinnovata brillantezza. Sono i canti popolari della "pizzica" e i frementi movimenti delle "tarantolate" a fare da sottofondo all'intero fashion show mentre le modelle sfoggiano  con con fierezza regale, "il fazzoletto" sulla testa, a mo' di copricapo, come facevano le donne del passato,  coloro che lavoravano nei campi, che guadagnavano la vita con sudore e con orgoglio.

Sarà per le musiche, sarà stato per il passo studiato e calcato ad hoc delle modelle , ma un sapore di antica magia e credenze mistiche sembra aleggiare intorno a tutto il perimetro della piazza. dior clotes

Gli abiti in passerella rappresentano un bagaglio artistico-culturale non indifferente e probabilmente inestimabile. I tessuti, con i quali sono stati finemente cuciti, rifiniti e ricamati gli abiti, sono uno scrigno della memoria e della tradizione salentina : difatti sono state le donne della Fondazione Le Costantine a tessere, sapientemente , pizzi e trame.

Motivi floreali alla Miss Dior, si muovono con eleganza sulle modelle e richiamano ai paesaggi floreali tipicamente primaverili e si manifesta chiaramente il significato di rinascita della vita e della tradizione che alberga lungo metri e metri di gonne e long dress fluttuanti. Abiti di seta nera, ricami di  spighe di grano e il rosso dei papaveri si alternano a modelli dal taglio lineare, a tessuti in pregiato lino ed impalpabili abiti impero in stile Antico Olimpo
dior models

Ed è in questo incantevole teatro barocco che l'occhio si perde, senza mai distrarsi e si lascia rapire dolcemente dai numerosi elementi di rilievo della rappresentazione: il passo delle modelle è un incedere cadenzato continuo , in tema e a ritmo della musiche di scena, dirette dall'Orchestra della Notte della Taranta. L'intero show è ipnotico, il tempo è sospeso, fermo in una bolla, in un'altra epoca, in un'altra storia, forse non ancora scritta. Arte, musica , artigianato, tradizione e storia, danzano insieme, a ritmo de “Lu rosciu te lu mare”, brano eseguito con eccelsa sacralità da Giuliano Sangiorgi, chiudendo con maestria l'intero evento. 

Alla fine del fashion show, sembra quasi di svegliarsi da un delizioso sogno, ci si chiede cosa fosse stato reale e cosa surreale e cosa restasse di magico da custodire nel tempo. 

Il mondo ringrazia Maria Grazia Chiuri per questa artistica regia e stilistica architettura.

Il mondo aveva bisogno e necessità di aprire gli occhi, finalmente, di nuovo,  alla bellezza e a lasciarsi ammaliare dagli incantesimi che solo la moda, connubio di sapienze , arti e cultura, sa dispiegare magicamente sulle passerelle teatrali della nostra storia,  da innumerevoli secoli. 

Ancora una volta, si afferma una vecchia verità : dopo Dior, la moda è tutta un'altra storia.

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