Area Porta Nuova: nuove vie dedicate al design e all'architettura

area porta nuovaMilano battezza due nuove piazze e una nuova via nel quartiere Porta Nuova, e lo fa ribadendo la volontà di essere un centro culturale forte nell’Europa e nel mondo, centro artistico e culla di nuovi progetti e progettisti.

La prima dedica è stata ad Alvar Aalto (1898-1976), architetto e designer finlandese, che darà il nome alla piazza sopraelevata posta all’intersezione tra viale della Liberazione e via Melchiorre Gioia.

L'attività di Aalto spaziava dal design di arredi e oggetti in vetro all’architettura e alla pittura, da piccoli oggetti come un cucchiaio fino a piani regolatori per diverse città svedesi e finlandesi.

Una dedica che, nel pensiero dell’artista, riassume un augurio e nello stesso un consiglio per una città sempre più multiculturale e alle prese con le difficoltà della situazione attuale:

"Si deve sempre ricercare una sintesi degli opposti... Quasi tutti gli incarichi progettuali comprendono decine, spesso centinaia, talvolta migliaia di fattori diversi e contraddittori, riuniti in un'armonia funzionale soltanto dalla volontà dell'uomo. Quest'armonia non può essere raggiunta con strumenti diversi da quelli dell'Arte"

La seconda dedica è al milanese Joe Colombo (1930-1971), padre del design italiano, più volte Compasso d’oro e medaglia d’oro alla Triennale di Milano negli anni '60. Il suo nome sarà dato al tratto compreso tra via Melchiorre Gioia e via Galileo Galilei parallelo a via Marco Polo e rappresenta la capacità della fantasia dell’Italia di plasmare un futuro bello e innovativo:

“Le mie ultime esperienze di design propongono soluzioni globali che si allontanano sempre più dal design oggettivistico ancora legato a fatti di prestigio, gusto, ecc. e tentano un collegamento evolutivo tra la realtà attuale e quella futura..."

All’italo-brasiliana Lina Bo Bardi (1914 – 1992) è stata, infine, intitolata la piazza pedonale posta all’intersezione tra Viale della Liberazione e via Galileo Galilei.

Migrata in Sud America nel 1946, ha vissuto al centro della scena culturale di San Paolo degli anni ’50 e eleggendo la città brasiliana come sua nuova casa dove poter creare tutti i suoi migliori progetti tra cui la “Casa del Vetro” del quartiere Morumbi e il Museo di Arte Moderna entrambi a San Paolo.

Un’artista che ha sempre promosso un’idea di arte democratica, interessata agli aspetti antropologici e sociali. Un architetto che non credeva nel divario di una forma di cultura alta o bassa, ma che con il suo lavoro è riuscita a sintetizzare i poli opposti della società brasiliana: l’oligarchia industriale e la grande fascia popolare.

Tre personaggi, tre messaggi per una città, che attraverso l’arte cerca il proprio riscatto.

 “La scelta di queste intitolazioni vuole sottolineare il profondo legame tra il nuovo progetto urbanistico di Porta Nuova e il mondo dell’architettura e del design” spiega l’assessore Del Corno.” Milano è senza dubbio 'città del progetto' e trova proprio nella creatività e nella cultura del disegno uno dei suoi tratti più distintivi e universalmente riconosciuti e apprezzati”.

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