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Il convento dell’Annunziata ad Abbiategrasso

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Dopo decenni di degrado, rinasce ad Abbiategrasso il convento dell’Annunziata.

Nel 1466 il duca Galeazzo Maria Sforza, mentre rientrava dalla Francia, rimase vittima di un’imboscata ma riuscì a salvarsi. In segno di ringraziamento, nel 1469 Galeazzo promosse l’edificazione di un convento dedicato alla Beata Vergine e ai santi Rocco e Sebastiano nella città di Abbiategrasso, affidato all'ordine dei Frati Minori Osservanti.

Verso la fine del 1471 i frati si insediarono nel convento ormai in fase di completamento, ma fu solo nel 1477 che  la chiesa fu consacrata all'Annunciazione, molto più vicina ai francescani e alle devozioni sforzesche. Ben preso il nuovo edificio sacro divenne uno dei punti di riferimento della devozione della comunità. Nel corso dei secoli il convento si sostenne sia con i lasciti di vari benefattori, che con le questue provenienti dal territorio circostante. La soppressione degli ordini ecclesiastici nel 1810 da parte di Napoleone portò anche alla chiusura del convento dell’Annunziata, che venne in seguito adibito a sezione maschile della Pia Casa degli Incurabili fino al 1873. Il convento col passare del tempo divenne via via adibito a varie mansioni da deposito a fabbrica, fino a diventare una abitazione abusiva, con una situazione di degrado sempre più grave. Finalmente nel 1997 il Comune di Abbiategrasso acquistò il complesso avviando una serie di lavori che durarono fino al 2007. Attualmente la struttura è la sede delle attività universitarie del corso di laurea di Beni Culturali e Lettere dell’’Università degli Studi di Milano, e ospita anche esposizioni, converti di musica sacra e un Centro Congressi.

La chiesa originalmente era a navata unica, divisa in due ambienti da un tramezzo che erano uniti da un corridoio centrale. Da una parte c’erano due cappelle laterali, destinate ai fedeli e alla predicazione, mentre il secondo ambiente consisteva di un presbiterio per il coro e di un abside per la celebrazione della messa, divisi da un arcone. Mentre il tramezzo fu demolito nel Settecento, l’arcone è stato recuperato e restaurato. Sul fianco sud sono scomparse le due finestre che illuminavano scenicamente il pulpito stesso. Sono andate perdute nel corso dell’Ottocento anche le cappelle laterali  nell'aula anteriore. La parte più antica del convento è il lato est, perpendicolare alla chiesa, mentre risale al Cinquecento la trasformazione della parte conventuale in un chiostro quadrangolare, dotato di portici sui lati minori.

La originaria decorazione all’interno della chiesa è andata perduta; rimane un frammento, oggi presente nella chiesa dell’istituto “Golgi – Redaelli” , raffigurante una Madonna col Bambino, che in origine faceva parte di un affresco raffigurante il duca Galeazzo e la sua famiglia.

Sotto il portico della chiesa sono visibili una Crocefissone e una Madonna col Bambino fra due Santi.

L’arcone che conduce all’abside è decorato con due affreschi che ritraggono Dio Padre che indica la  colomba planante verso l’Annunziata e L’angelo Annunciante.

Nell'abside sono raffigurate le Storie della Vergine, tra cui La fuga in Egitto, l’Incontro di Gioacchino e Anna e L’adorazione dei Pastori.

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