L'ippica a Milano e l'ippodromo di San Siro

L'ippica, termine che si riferisce ai cavalli, ha una lunga storia che vede anche la nostra Milano protagonista. È doveroso precisare che le prime tracce dell'ippica in Italia risalgono al 1773 quando, i Savoia, acquistarono dei cavalli per il miglioramento della razza.

ippodromo 1Dobbiamo tuttavia giungere a inizio '800 per assistere a corse al galoppo, effettuate per le strade di campagna da nobili, che si sfidavano per dimostrare la loro abilità di cavalieri e sul possesso di cavalli di razza. Una delle corse si teneva sul tracciato oggi identificato nel Corso Buenos Aires che divenne, inconsapevolmente, il primo " ippodromo" milanese.

La città che per prima diede impulso per uno sviluppo delle corse ippiche fu Torino, poi altre città, tra cui Milano costruirono un proprio Ippodromo. Con la nascita della Sire – Società per l'incoraggiamento delle Razze Equine, il calendario degli ippodromi milanesi si incrementano notevolmente, sino ad avere ben cento giornate di corse, siamo nel 1932.

Le prime schedine giocate, definite Totip, risalgono al dopo guerra, precisamente al 1948. Nasceranno successivamente le scommesse a totalizzatore, a " libro" e la Tris. Oggi l'ippica italiana è gestita dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, mentre al Ministero per l'Economia e le Finanze spetta la gestione delle scommesse.

Gli abitanti milanesi più anziani ricordano senz'altro le scuderie di San Siro Galoppo, eredità dell'architettura di inizio Novecento e inaugurato nel 1925. Costruite secondo lo stile " cascina normanna" o " cottage inglese", erano un tesoro presente nella impegnata Milano, dove ci si poteva recare alla domenica per gustarsi una corsa o trascorrere una picevole giornata. La sua pista, lunga un chilometro, era la migliore d'Italia, tanto che per tutti la struttura divenne " La Scala del trotto". I più grandi trottatori della storia hanno raccolto vittorie proprio su questa pista. Ricordo solo due nomi, Tornese e Varenne. Un patrimonio che purtroppo, col tempo e l'incuria, è preda del disfacimento impietoso.

ippodromoL'ippodromo prendeva il nome del quartiere chiamato San Siro, che un tempo faceva parte dei Corpi Santi, poi annesso al comune di Milano nel 1873. L'inaugurazione avvenne negli anni Venti, voluta per sostituire il Trotter di via Padova, che si trovava nel quartiere di Turro. L'ippodromo, unitamente allo stadio di calcio San Siro, oggi Meazza, e al Palalido, costituivano la cittadella sportiva di Milano. Tuttavia, prima di questi avvenimenti, in città era già sorto un ippodromo del trotto, precisamente in quella che allora era la piazza Andrea Doria, siamo nell'ottobre del 1892, con una pista lunga 900 metri. Il tutto si deve al periodico "Lo Sport Illustrato", organo ufficiale dell'ippica milanese.

Nel 1906 si trasferisce nell'area chiamata Turro, dove tracce della pista e qualche infrastruttura è visibile anche oggi, inserita nel Parco Trotter. Nel 2012, con la crisi dell'ippica, si decide di sospendere ogni attività dell'impianto. Così rimane sino al 2015 quando si decide di dare avvio alla costruzione di un nuovo ippodromo, più piccolo e quindi più gestibile del precedente. Gli viene dato il nome di La Maura, nome che viene preso da una vecchia cascina lombarda. Il tracciato presenta una lunghezza di 1050 metri. È possibile passare una giornata, anche con i bambini, all'interno dell'area sono a disposizione del pubblico servizi di accoglienza e ristorazione. Per   raggiungere l'ippodromo usufruire della MM1, Bus o Tram.

Milano dunque non ha dimenticati i fasti e gli onori della pista ippica, e La Maura, si sta riprendendo un nuovo posto d'onore nel mondo dell'ippica.

Una conclusione curiosa, sapete perché si usa dire " datti all'ippica" ? Il tutto nasce da una espressione fascista, che invita a darsi all'ippica una persona che si considera incapace di affrontare un impegno, un compito. Invece è vero che l'ippica non è affatto un'attività semplice, anzi! Per cui possiamo dire che la trovata del gerarca del tempo non è stata proprio azzeccata.

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