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La Cattedrale di Cremona: Santa Maria Assunta

cremona pixabayUna visita a questa bella cittadina, nell'agenda personale non può mancare. Non si resta affatto delusi e, altra opportunità, è quella di assaporare piatti davvero ottimi della cucina cremonese. Tuttavia questa volta mi limito a descrivere la bella cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta.

Il Duomo è il monumento più antico essendo la sua costruzione iniziata nel XII secolo. Per tutto il Medioevo il Duomo non fu solo il principale luogo di culto, ma assunse anche importanti funzioni di carattere civile e politico, infatti, nella Cattedrale si svolgevano le assemblee popolari, si eleggevano i podestà, si firmavano i trattati e vi si conservava il Carroccio, simbolo della libertà comunale.

Il consiglio migliore è quello che mettiate nella vostra agenda un fine settimana per visitare la città di Cremona e la sua bella Cattedrale, per ora mi limito a proporvi una visita solo virtuale.

L'imponente facciata ha subito, nel tempo, trasformazioni e ritocchi, tanto che l'ultimo completamento risale al XVIII secolo. L'elegante portico che precede la facciata è detto "la Bertazzola", nome che pare derivare dal nome della moglie di Baldesio, eroe cittadino, che si chiamava Berta De Zoli. Sullo stipite di sinistra del portale maggiore si può vedere la statua, del XII secolo, del Profeta Geremia, mentre sul lato destro figura il Profeta Daniele. Un'altra figura interessante è quella, sempre nel portale maggiore, di un "Telamone", ossia di una scultura maschile impiegata come sostegno, spesso in sostituzione di colonne o lesene. Molto interessanti le rappresentazioni dei Mesi, del XIII secolo, nella loggia superiore del pròtiro. Con il termine pròtiro si intende un piccolo portico a cuspide posto a protezione e copertura dell'ingresso principale di una chiesa. Una bella statua è quella, sempre nella loggia superiore, della " Madonna con Bambino" del XIV secolo dello scultore itinerante Marco Romano. Alzando lo sguardo verso le nicchie dell'attico, si possono vedere le sculture di quattro santi, e precisamente san Marcellino, Pietro, Paolo e Pietro esorcista, opera dello scultore Giovanni Pietro da Rho che svolgeva anche servizi alla Fabbrica della cattedrale di Cremona.

Costeggiando il Camposanto dei Canonici, si possono osservare dei mosaici medievali, databili al XII secolo, che probabilmente appartenevano all'antica basilica di Sant'Ambrogio affiancata al Duomo.

La Cattedrale di Cremona viene definita la "Cappella Sistina dell'Italia Settentrionale", poiché il ciclo pittorico che decora le pareti e il coro della navata maggiore rappresenta uno dei massimi capolavori della pittura lombarda del Rinascimento.

Del pittore Boccaccio Boccaccino è possibile ammirare: "l'Annuncio a Gioacchino e l'incontro tra Gioacchino ed Anna", " la nascita della Vergine e il Matrimonio della Vergine" del 1515. Del 1516 è il dipinto della " Circoncisione", posto nella quarta campata a sinistra.

Di Gian Francesco Bembo, pittore, detto "il Vetraio" , cremonese, abbiamo nella navata maggiore il dipinto " dell'Adorazione dei Magi", mentre nella settima campata si può ammirare il dipinto della "Strage degli Innocenti" dell'artista cremonese Altobello Melone, che dipinse anche degli affreschi, sempre nel Duomo, sulla " Vita di Cristo".

Interessanti i dipinti che attengono al pittore bresciano Girolamo da o di Romano, detto il Romanino, sempre nella navata maggiore.

Ricco di particolari e molto bello il dipinto dell'artista Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, del 1521. Altro dipinto interessante posto sulla controfacciata e del 1529 dal titolo " Resurrezione", è quello del pittore Bernardino Gatti detto "il Sojaro", nativo di Pavia.

Molto bello è anche l'altare di San Rocco con i dipinti di Luigi Miradori detto il Genovesino. Quest'altare è stato eretto come ex voto dopo la peste del 1630, ed è in legno intagliato e dorato.

Per ragioni legate all'esposizione di un articolo mi devo fermare, tuttavia molto altro riserva la visita del Duomo di Cremona, visita che rinnovo l'invito a non tralasciare.

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