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La chiesa di Santa Maria Podone

  • Stefano Malvicini

Nel centro di Milano, esattamente a metà strada tra Piazza Cordusio, Via Torino e Corso Magenta, si trova un’area ancora oggi appartenente alla famiglia Borromeo, comprendente la piazza e il palazzo omonimi e la chiesa di Santa Maria Podone. Il piano stradale, invece, passò al Comune nel 1976.

La piazza, oggi delimitata da palazzi moderni eretti nel secondo dopoguerra, dopo la distruzione bellica dei precedenti, ha il suo perno nella statua di San Carlo, il grande arcivescovo membro della storica casata, seicentesca opera in rame di Dionigi Bussola. Di fronte alla statua sorge la chiesa di Santa Maria Podone. Sulla piazza, in origine, si svolgevano giostre e tornei di pallone.

Il tempio, citato già nell’871, fu rifatto una prima volta nel 1440 – 47 per il conte Vitaliano Borromeo da Pietro Antonio Solari e poi trasformato, nel 1626, in chiave barocca da Fabio Mangone per l’arcivescovo Federico, secondo l’aspetto che vediamo oggi. La facciata odierna è ad arco trionfale, suddivisa da quattro lesene corinzie che sostengono un timpano triangolare al cui centro si trova il moto “Humilitas” dei Borromeo. Al centro della facciata il portale è preceduto da un piccolo pronao a quattro colonne corinzie. Sopra, la lunetta contiene un bassorilievo quattrocentesco raffigurante la Vergine col Bambino tra il conte Vitaliano e il figlio, opera di Cristoforo Luvoni, del 1483 circa. Sul fianco destro si pare la cappella Borromeo, struttura ad abside poligonale in cotto e unica traccia del rifacimento del Solari. Accanto all’abside si slancia un esile campanile. L’interno, a tre navate, riprende la struttura originale nonostante i rifacimenti del 1774 – 80 e del 1859. Di fronte alla cappella Borromeo, il Mangone ne realizzò un’altra, oggi contenente un Crocifisso del ‘400 e una pala del Montalto raffigurante S. Giustina. Sempre nella navata sinistra, al secondo altare si trova un frammento di affresco trecentesco staccato, raffigurante La Verginetra i santi. Ambrogio e Caterina. Nel presbiterio l’altar maggiore è ottocentesco, di Giacomo Giuseppe Tazzini, e presenta un tempietto con Cristo e due angeli di Luigi Marchesi, del 1838, mentre, nell’abside, l’affresco della calotta, raffigurante L’Assunta, è del Genovesino, del 1626. Nella chiesa è sepolto l’astronomo e scienziato dalmata Ruggero Giuseppe Boscovich, che frequentò a lungo i Borromeo e curò la realizzazione dell’Osservatorio Astronomico di Brera.

 

 

   

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