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Milano città artistica: La Madonnina, un sorriso su Milano

madonnina pixabayLa cosa che più di ogni altra identifica Milano è la Madonnina.

Dalla sua guglia altissima domina questa città speciale, viva, grande.

Una citta, percorsa da cittadini del mondo, che volge sempre uno sguardo a quella figura dorata al di là della religione, della lingua, del colore della pelle.

E la Madonnina non fa mancare il suo sorriso, la sua benedizione.

Una storia che s’intreccia con quella di una delle città più importanti del mondo, una storia da raccontare.

Il 30 dicembre 1774 il Venerando Capitolo, fatta indorare la Statua della Beata Vergine, provvide a collocare l’opera meritevole dell’universale applauso in cima della Gran Guglia del Duomo di Milano.

Le origini

La storia della Madonnina di Milano, che dalla guglia più alta del Duomo veglia sui milanesi, ha origini molto più antiche di quello che si possa pensare.

Infatti, già in un progetto, risalente al 1521, dell’architetto Cesare Cesariano, compare il bozzetto di una guglia sormontata da una statua dell’Assunta, ma forse a causa di alcune difficoltà economiche l’idea cadde nel dimenticatoio.

Fu nel 1762, quando ormai i lavori per il Duomo erano giunti a buon punto, che l’architetto Francesco Croce venne incaricato della progettazione della Guglia Maggiore del complesso architettonico, con partenza dei lavori il 21 giugno di quello stesso anno.

Tre anni dopo fu proprio Croce a suggerire che in cima alla guglia fosse posta una statua con la Madonna condotta in cielo dagli angeli.

L’incarico venne affidato allo scultore Giuseppe Perego, che dopo aver proposto molte soluzioni, quasi tutte scartate, alla fine giunse al modello attuale, cui vennero aggiunti solo alcuni angioletti tra le nuvole.

Il 17 giugno del 1769 venne fusa la monumentale statua, con la partecipazione del fabbro Varino e dell’intagliatore Giuseppe Antignati, mentre fu l’orefice Giuseppe Bini a modellare sul ferro battuto le lamine d’oro zecchino che avrebbero ricoperto la statua.

Fu solo nel 1774, senza particolari cerimonie, che la statua fu collocata in cima alla Guglia Maggiore, dopo essere stata ospitata dalla veneranda Fabbrica per il timore che i fulmini e il vento potessero danneggiarla.

Con la seconda guerra mondiale, temendo che diventasse un facile bersaglio nel corso dei bombardamenti tedeschi, la Madonnina fu coperta con un telo grigioverde fino al 6 maggio del 1945, quando fu discoperta nel corso di una solenne cerimonia.

Nel 1967 la statua fu restaurata, con una nuova struttura di acciaio inossidabile, mentre nel 2012 fu ridorata nel corso dei lavori di restauro della Guglia Maggiore.ù

La Madonnina nel mondo

Non molti sanno però che, come gesto d’amore per Milano e il suo Duomo, in ben quindici paesi del mondo si trovano copie della Madonnina, magari non belle come l’originale, ma dichiarazione di una fede religiosa che va oltre i confini.

Due di queste copie si trovano presso il massiccio montagnoso del Nepal e nel mare che circonda l’Antartide, dove vennero collocate da Renato Cepparo, studioso ed esploratore, che nel 1972 diede vita alla Stramilano, la più nota corsa podistica di Milano e della sua provincia.

Nel 1954 fu la spedizione del K2, comandata da Bonatti, a collocare in cima al monte una copia della Madonnina, mentre nello stesso periodo il vescovo di Milano ne donò una a un santuario in Val Tidone in onore dei caduti della seconda guerra mondiale.

Agli inizi degli anni Sessanta, grazie ad una petizione dei milanesi, anche il Grattacielo Pirelli ebbe una copia della Madonnina in marmo e nel 2009 ne fu collocata una sulla sede della Regione Lombardia, mentre la terza venne donata da papa Montini alla comunità tedesca di Milano come segno di pace.

Alle pendici del Monte Rosa, il seminario di Venegono ha una Madonnina, che venne donata sempre da papa Montini e sulla cupola dell’Università Ebraica di Gerusalemme ne è collocata una con alla base una citazione degli Inni Sacri del Manzoni.

Due cave di marmo hanno una copia della Madonnina, una a Pietra Ligure e l’altra a Candoglia, mentre a Catanzaro spicca una donata da Antonio Morelli, che dalla Calabria emigrò a Milano, dove divenne un ricco imprenditore.

L’ultima copia della Madonnina si trova in Spagna, dove venne regalata nel 1994 al fondatore dell’Opus Dei, Josè Maria Escrivà, dall’arciprete del Duomo monsignor Angelo Majo.

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