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Milano M4: riaffiorano le Terme Erculee in corso Europa

Tornano alla luce nel corso degli scavi di M4 – la linea che entro il 2022 collegherà l’aeroporto di Linate alla stazione ferroviaria di San Cristoforo – nuovi resti delle Terme Erculee. È il Corriere della Sera a diffondere la notizia, riportando come le ruspe impegnate negli scavi (in vista di modifiche al sistema fognario) in corso Europa, all’altezza di via Cavallotti, abbiano strappato all’oblio dei secoli un tratto in muratura in mattoni e tufo. Tale struttura, risalente al III secolo d.C., rappresenta uno scorcio delle terme volute dall'imperatore Massimiano, già note dalle fonti (il poeta latino Ausonio parla di «Herculei lavacri (…) marmoreis ornata peristilia») e successivamente localizzate, in seguito ad alcuni ritrovamenti.

In particolare, ad oggi erano stati recuperati dagli archeologi solo pochi frammenti in muratura (visibili in largo Corsia dei Servi), oltre ad alcune sezioni di pavimenti mosaicati o in opus sectile, tecnica che sfrutta pietre tagliate per creare splendide decorazioni a intarsio. Da ricordare poi il frammento della statua identificata come “busto d’Ercole”; l’opera, copia romana di un originale di Lisippo, è attualmente conservata al Museo Archeologico.

Il recente ritrovamento potrebbe dunque ampliare notevolmente le nostre conoscenze sull’area archeologica in questione, permettendo di ricostruirla in modo preciso. Tuttavia, bisognerà attendere l’intervento degli archeologi per poter avere un’idea precisa dell’entità della scoperta. Fabio Ferragni, presidente della società M4, non esclude la possibilità di modifiche del tracciato del nuovo impianto fognario.metropolitanam4

A qualche chilometro di distanza c’è chi, tuttavia, non si rallegra affatto dell’evento. Sono i negozianti del Lorenteggio, danneggiati dai cantieri della nuova linea metropolitana. Una decina di negozi con sede nella tratta Solari - San Cristoforo dovrà infatti chiudere i battenti durante i lavori; complessivamente, ci sono ben 784 realtà commerciali a rischio per la vicinanza con gli scavi. La palla passa ora al Comune, che sta vagliando diverse ipotesi per trasferire le attività altrimenti costrette a chiudere. Inoltre, secondo una stima, sono 1.600 i negozi che potranno ottenere dal Comune contributi che attenuino i disagi (in misura più o meno maggiore a seconda della distanza dai cantieri), per esempio attraverso una riduzione delle tasse.

 

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