Napoleone di Brera: parte il restauro dell'icona braidense

  • Rossella Atzori

Dopo infinite peripezie, troverà finalmente pace il Napoleone di Brera: la scultura bronzea di Antonio Canova, simbolo universalmente conosciuto del Palazzo di Brera, della Pinacoteca e dell’Accademia.

Nei mesi scorsi abbiamo voluto dedicare un’ampia scheda a questa scultura, sottolineando il suo valore identitario e simbolico non solo per Brera (la Pinacoteca fu voluta proprio da Napoleone e inaugurata il giorno del suo compleanno, il 15 agosto 1809), ma per tutta la città di Milano, a ricordo di un determinato periodo storico che è quello legato alla discesa del grande condottiero francese e agli anni in cui il capoluogo lombardo ricoprì il ruolo di capitale della Repubblica Cisalpina prima (1796-99), della Repubblica Italiana (1802-05) e infine del Regno d’Italia (1805-14).

Una scultura monumentale portatrice di ideali di pace e prosperità che, sfortunatamente per Canova, non fu molto gradita alla stesso Napoleone, innescando così una serie di avvenimenti decisamente poco fortunati. Nonostante i progetti originari, la scultura di Napoleone nelle vesti di Marte Pacificatore fu collocata nel luogo designato (al centro del Cortile d’Onore del Palazzo di Brera) solo nel 1859, e inaugurata 5 anni dopo. L’incuria del tempo, l’ossidazione del metallo sottoposto agli agenti atmosferici, il “fattore piccione” e non da ultimo le lievi scosse di terremoto registrate a Milano negli ultimi anni, hanno danneggiato gravemente la scultura, apportando anche un danno d’immagine oltre che al patrimonio artistico cittadino.

Nonostante il progetto di restauro realizzato dalla Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici della Lombardia, pensato con l’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi, il fattore economico (in un periodo in cui l’Arte e la Cultura sono considerati quasi “passatempi superflui”, a meno che non portino un grosso ritorno economico o di immagine) rischiava di mandare tutto a monte. Generosa mecenate è stata la banca statunitense Merrill Lynch, che ha selezionato il progetto insieme a quelli di altre 23 opere presenti nei 16 Paesi in cui svolge le proprie attività. Attraverso quest’impegno concreto fissato nel Progetto di Conservazione Artistica, la Merril Lynch esplica la sua politica aziendale (saggia e lungimirante) di supporto alla cultura locale, fondata sul mutuo rispetto e la comprensione reciproca quali elementi essenziali per la costruzione di forti legami economici. Come spiega la responsabile del Progetto, Rena de Sisto, “lo scopo” di questo mecenatismo “è unire persone e culture attraverso il linguaggio dell’Arte, un idioma potentissimo e universale. Attraverso la costante conservazione di importanti opere d’arte nel mondo, supportiamo la tutela della cultura locale e il coinvolgimento delle comunità presenti e future dove viviamo e lavoriamo”.

Un mecenatismo che forse potrebbe apparire non proprio disinteressato, alla luce di queste parole, ma che sicuramente è fondamentale per salvare il Napoleone di Brera, capolavoro del Canova.

I lavori di restauro, che avverranno in loco, sono iniziati nei primi giorni del mese di Ottobre, e dureranno 12 mesi. Il lavoro si presenta strettamente all’avanguardia, perché la scultura non verrà spostata e sarà anzi possibile seguire costantemente i lavori e vedere i restauratori all’opera. Nei primi 3 mesi di lavoro e negli ultimi 3, verrà posizionata intorno alla statua una struttura a ponteggio protetta da un materiale trasparente, il crystal, mentre nei restanti 6 mesi il Napoleone di Brera verrà rimosso dal basamento e collocato in posizione orizzontale all’interno di un laboratorio di restauro che verrà allestito nel Cortile d’Onore del Palazzo di Brera. Anche il laboratorio di restauro verrà realizzato con materiali trasparenti (vetro sintetico), così che i lavori possano rimanere sotto gli occhi di tutti.

Durante questi 12 mesi di restauro MilanoFree.it seguirà lo svolgersi dei punti decisivi del restauro con immagini che documenteranno i lavori; a questo proposito invitiamo tutti i nostri lettori a mandarci le proprie fotografie, accompagnate magari da un commento, così che tutta le città di Milano possa sentirsi partecipe della rinascita dell’icona braidense.

Rossella

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