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Naviglio Grande, le ville di Cassinetta di Lugagnano

cassinetta lugagnano ponteLe origini di Cassinetta di Lugagnano risalgono all'epoca romana, quando sulla sponda destra del Naviglio Grande fu fondato l’insediamento di Lugagnano, il cui nome probabilmente deriva da “Lucanianus”, aggettivo derivato dal nome proprio “Lucanius”.

Il paese nel Medioevo si estendeva fino ai confini di Abbiategrasso e di Robecco, come attesta la costruzione di un castello e di una chiesa dedicata a S. Protasio.

Lugagnano ebbe un’esistenza abbastanza travagliata, con numerosi cambi di proprietario dovuti al mutamento delle situazioni politiche, fino a quando nel 1672 il capitano Girolamo Barzi, dopo lunghe e difficili trattative con la regia Ducale Camera, non riuscì ad ottenere per i suoi figli i feudi di Lugagnano e Robecco con i relativi dazi.

Contrariamente a Lugagnano,  il comune limitrofo di Cassinetta non solo riuscì a conservare la sua autonomia, ma ebbe una esistenza molto più tranquilla.

Villa Visconti Mainieri

Il paese fu fondato verso il 1428 dal nobile Maffiolo Birago, che grazie alla benevolenza del duca Filippo Maria Visconti fece costruire un canale che derivava dal Naviglio Grande, con lo scopo di far funzionare le pale di un mulino, che ancora oggi è esistente e funzionante.

Ancora oggi questo canale, con il nome di Roggia Biraga, è considerato il confine tra Cassinetta e Lugagnano.

Inoltre Birago nel 1435 fece costruire quella che oggi è considerata la più antica chiesa del luogo, consacrata alla Beata Vergine e a S. Antonio Abate, che comprendeva nella sua giurisdizione non solo le frazioni dei comuni di Corbetta e Robecco, ma anche Lugagnano.

Il vero tesoro di Cassinetta di Lugagnano tuttavia sono le splendide ville che costeggiano le rive del Naviglio Grande. La loro costruzione, risale al Seicento - Settecento, quando il rinnovato interesse dei nobili milanesi per gli investimenti fondiari e la facilità di collegamenti fluviali via acqua ne intensificò l’edificazione. Le ville sono tutte caratterizzate da una pianta a U e un lato quasi sempre tangente alla sponda del fiume per consentire un approdo sicuro alle barche, mentre il fronte opposto era rivolto verso la strada . Solitamente vi era uno spazio pubblico tra la villa e il resto dell’abitato, ma a Cassinetta il gran numero di ville costruite occupò gran parte dei terreni tra il naviglio e l’abitato, stravolgendone tutti i baricentri artistici e portando i due comuni a diventare uno solo.

Una delle ville più importanti è la Villa Visconti Mainieri, vicina al ponte sul Naviglio, risalente alla seconda metà del XVIII secolo, con un corpo centrale dotato di quattro ali lievemente pronunciate in linea con il Naviglio a cui mostra il fianco e non la facciata, che è rivolta verso il giardino all'italiana, mentre sul lato opposto troviamo una corte rustica e la cappella. Su un piano leggermente rialzato troviamo il parco, che in parte è adibito a frutteto con una coffee- house, la ghiacciaia e il gazebo.

Sulla strada per Corbetta troviamo la cascina Bardena, con un parco a cui si accede da un viale fiancheggiato di statue con numerose piante di pregio tra cui il faggio rosso e la quercia americana.

Altre ville importanti sono: Villa Morlin Visconti, risalente al 1825, di stile neoclassico; Villa Eusebio, costruita nella seconda metà del XVIII secolo, dal corpo centrale a tre piani, Villa Trivulzio, di stile neoclassico, con un grande giardino che delimita a ponente il centro abitato; Villa Clari Monzini, del primo XVIII secolo poi rielaborata nei secoli; Villa Negri, che prende il nome dal sindaco di Milano Gaetano Negri, che la acquistò nel 1875, assieme alla Cascina Piatti.

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