Palazzo Saporiti

palazzo saporitiPalazzo Saporiti sorge in Corso Venezia 40 a Milano, nell’antica contrada di porta Orientale ed è una grandiosa architettura neoclassica tipica del periodo napoleonico.

Palazzo Saporiti, voluto come dimora privata da Gaetano Belloni che si era arricchito grazie alla gestione del gioco d'azzardo del Ridotto della Scala, custodisce straordinarie decorazioni a stucco e soffitti dorati.
Solo in seguito questo palazzo prenderà il nome di Palazzo Rocca-Saporiti.

Ecco come Alessandro Manzoni descriveva il borgo nel capitolo XI de “I Promessi Sposi”, ambientati nella Milano del Seicento:
- Saprebbe insegnarmi la strada più corta, per andare al convento de' cappuccini dove sta il padre Bonaventura? [...]
- Siete fortunato, bravo giovine; il convento che cercate è poco lontano di qui. Prendete per questa viottola a mancina: è una scorciatoia: in pochi minuti arriverete a una cantonata d'una fabbrica lunga e bassa: è il lazzeretto; costeggiate il fossato che lo circonda, e riuscirete a porta orientale. Entrate, e, dopo tre o quattrocento passi, vedrete una piazzetta con de' begli olmi: là è il convento: non potete sbagliare. Dio v'assista, bravo giovine -. E, accompagnando l'ultime parole con un gesto grazioso della mano, se n'andò. Renzo rimase stupefatto e edificato della buona maniera de' cittadini verso la gente di campagna; e non sapeva ch'era un giorno fuor dell'ordinario, un giorno in cui le cappe s'inchinavano ai farsetti. Fece la strada che gli era stata insegnata, e si trovò a porta orientale. Non bisogna però che, a questo nome, il lettore si lasci correre alla fantasia l'immagini che ora vi sono associate. Quando Renzo entrò per quella porta, la strada al di fuori non andava diritta che per tutta la lunghezza del lazzeretto; poi scorreva serpeggiante e stretta, tra due siepi. La porta consisteva in due pilastri, con sopra una tettoia, per riparare i battenti, e da una parte, una casuccia per i gabellini. I bastioni scendevano in pendìo irregolare, e il terreno era una superficie aspra e inuguale di rottami e di cocci buttati là a caso. La strada che s'apriva dinanzi a chi entrava per quella porta, non si paragonerebbe male a quella che ora si presenta a chi entri da porta Tosa. Un fossatello le scorreva nel mezzo, fino a poca distanza dalla porta, e la divideva così in due stradette tortuose, ricoperte di polvere o di fango, secondo la stagione.
Al punto dov'era, e dov'è tuttora quella viuzza chiamata di Borghetto, il fossatello si perdeva in una fogna.
Lì c'era una colonna, con sopra una croce, detta di san Dionigi: a destra e a sinistra, erano orti cinti di siepe e, ad intervalli, casucce, abitate per lo più da lavandai.

I PASSAGGI DI PROPRIETA’ DI PALAZZO SAPORITI:
Gaetano Belloni (dal 1812 al1818)
Marcello Giuseppe Saporiti di Genova (dal 1818 al 1840)
Apollinare Rocca di Reggio Emilia (nipote di Marcello Saporiti) (dal 1840 al 1880)
Marcello Rocca Saporiti (figlio di Apollinare Rocca) (dal 1880 al 1912)
Alessandro Rocca Saporiti (fratello di Marcello Rocca Saporiti) (1912-1926)
Ippolito Gropallo Rocca Saporiti (nipote di Marcello Rocca Saporiti) (dal 1926 al 1939)
Eredi dei Gropallo Rocca Saporiti (dal 1939 ad oggi)

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