Passaggio segreto nella chiesa di S.Marco

chiesa san marcoLo SCAM (Associazione Speleologia Cavità Artificiali) comunica che sono terminate le esplorazioni speleologiche nella Chiesa di S. Marco a Milano, nel cuore del quartiere Brera.

Grazie alla disponibilità del parroco, Monsignor Testore, gli speleologi milanesi hanno potuto per la prima volta in assoluto condurre delle operazioni di ricerca speleologica all’interno della chiesa con risultati straordinari, scoprendo un passaggio segreto e altri vani sotterranei. Il passaggio segreto è stato ritrovato presso una cappella laterale della navata destra della chiesa, nei pressi della grande statua lignea della Madonna col Bambino. Per accedere al vano occorre salire sull’altare della cappella, aprire la grande teca nella quale è racchiusa la statua; si accede così allo spazio alla destra della statua, e da qui è necessario girare dietro la stessa per giungere alla sua sinistra e accorgersi della presenza di una botola. Il pavimento del vano è a parquet, con tasselli di legno a motivi geometrici.

Le prime osservazioni fatte dagli speleo sono che il luogo è di per sé difficilmente raggiungibile (nessuno normalmente in una chiesa si azzarderebbe ad arrampicarsi su un altare per entrare in una teca, e dunque l’accesso è stato ideato in un punto strategico perché rimanesse segreto); se poi il parquet stesso fosse ancora integro si riconoscerebbe a stento la botola, che resterebbe indicata solo da una piccola maniglia e da due cardini in ferro. Il piano sottostante è in legno, sostenuto da travature anch’esse lignee. Per quanto segnate dal tempo, non appaiono in cattivo stato di conservazione. A questo punto gli speleologi dello SCAM, guidati dal presidente Gianluca Padovan, insieme al giornalista e scrittore Ippolito Edmondo Ferrario sono scesi nel passaggio.
Lo spazio a cui si accede attraverso la suddetta botola è il vano interno all’altare.
Costruito in mattoni, presenta una scalinata composta originariamente da sette scalini in pietra scistosa non rifinita (uno rinvenuto spezzato) e semplicemente ammorsati alla muratura a vista. Questo primo vano, un tempo dotato di pavimento, è alto 2.91 m e la sua sezione, assimilabile ad un semicerchio con angoli stondati, misura 2.54 x 1.5 m.
l secondo vano, nel quale è stato possibile scendere calandosi con le corde, è in mattoni a vista, ha forma troncoconica e le sezioni assimilabili all’ellissi: si tratta di due archi di cerchio differenti, accostati, ma in fase tra loro.
Sostanzialmente ha l’aspetto di un pozzo, quasi certamente senza esserlo. La sezione superiore misura 1.81 x 0.85 m, mentre quella inferiore 1.67 x 1.78 m. Al piede della parete rivolta verso l’estero della chiesa il vano è alto 2.39 m, ma dalla parte opposta è più profondo in quanto scavato in corrispondenza di un probabile cunicolo.
Il supposto cunicolo si stacca dal vano verso l’interno della chiesa, ha la volta scalpellata e da cui sono stati staccati dei mattoni e le spallette non sono riconoscibili a causa dell’interro.
Riassumendo la situazione interna dell’opera, ci si accorge che le due parti potrebbero essere tra loro in fase e sono complessivamente profonde 5.3 m. Ad un certo momento la parte inferiore, che rimarrebbe, in pratica, al di sotto del piano di calpestìo della chiesa, viene interrata e sull’interro gettato un pavimento. In un secondo momento il pavimento è rimosso e il vano è scavato parzialmente, fino all’altezza del presunto cervello di volta del cunicolo.
L’interro non permette né di leggere il fondo dell’opera, né di capire con chiarezza se il piccolo vano che si stacca verso l’interno delle chiesa sia un cunicolo in fase con il resto della muratura ellittica oppure un semplice scavo in rottura di muro.
Pozzo o passaggio segreto?
Si ritiene difficile che possa trattarsi di un pozzo ordinario, dalla curiosa sezione, sopra cui sia stato successivamente costruito l’altare della cappella.

Un’ipotesi potrebbe essere che si tratti di un semplice vano utilizzato per nascondervi oggetti (quali possono essere stati, ad esempio, gli arredi sacri dellachiesa) o persone.
Nel corso della seconda ricognizione si è notato però che l’aria aveva un marcato sentore di acqua stagnante. Aveva piovuto per alcuni giorni e vi potevano essere state delle infiltrazioni dal canale coperto che rimane sotto via Fatebenefratelli. A questo punto non si esclude l’ipotesi che il “pozzo” conducesse ad ambienti sotterranei della Chiesa, oppure ad un cunicolo ricavato all’interno della spalletta dell’ex canale. Dunque una vera e propria via di fuga segreta.
Per quanto riguarda il piano pavimentale su cui poggia la statua lignea della Madonna, si è osservato che sulla superficie interna rimane un velo di condensa che certamente non favorisce lo stato di conservazione del legno.

Sotterranei del chiostro

Si è rimossa la grata rettangolare che dà accesso ad alcuni ambienti sotterranei a lato del chiostro. Si tratta di un corridoio rettilineo e di piccole stanze laterali, in direzione della chiesa, utilizzate evidentemente da scout, presumibilmente “lupetti”.

Si è del parere che al momento di installare la caldaia al di sotto del lato del chiostro tali ambienti siano rimasti isolati. Dalla parte opposta il corridoio è tamponato in corrispondenza del corpo di fabbrica sovrastante, con mattoni di recente fattura.

Al momento non si presentano particolarità. In ogni caso il pavimento è risultato scavato in un paio di punti ed il detrito parrebbe identico a quello rinvenuto nel “passaggio segreto”.
Le stanze hanno poi i soffitti troppo bassi e si vede abbastanza chiaramente come i pavimenti abbiano subito un innalzamento.
In un punto lungo il corridoio, in direzione del centro del chiostro, vi è una piccola tamponatura che potrebbe chiudere l’accesso ad un cunicolo.
A nostro avviso varrebbe la pena di recuperare tali locali e di sondarne il piano di calpestìo.

Cenni storici sulla Chiesa di San Marco.
Secondo la tradizione la chiesa è stata dedicata a San Marco per riconoscenza dell'aiuto prestato da Venezia a Milano nella lotta contro il Barbarossa ma le prime notizie certe risalgono al 1254 quando Lanfranco Settala, Priore Generale degli Eremitani di Sant'Agostino, fece costruire una chiesa gotica a tre navate inglobando costruzioni precedenti. La struttura non subì varianti rilevanti sino al XVII secolo quando la chiesa, divenuta casa generalizia dell'ordine agostiniano, fu trasformata in forme barocche e divenne, dopo il Duomo, la più ampia di Milano.
Nel XVIII secolo, come ricorda una targa, Mozart giovinetto dimorò nella canonica per tre mesi, Sammartini vi fu organista. Il 22 maggio 1874 vi ebbero luogo i funerali di Alessandro Manzoni e, in quella occasione, venne eseguita per la prima volta la Messa da requiem di Giuseppe Verdi, che diresse egli stesso.
 

Vedi anche: Milano Sotterranea

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