Piazza della Scala a Milano

Piazza della Scala si apre al termine settentrionale della Galleria Vittorio Emanuele II, che la collega a piazza Duomo; questo spazio così circoscritto costituisce il “cuore di Milano”: l’area monumentale racchiusa tra questi due spazi, in cui si trova sia il centro amministrativo della città che quello religioso.

leonardo monumento milano rossyL’assetto attuale di Piazza della Scala risale alla 2° metà dell’Ottocento, progettato da Luca Beltrami.

Il Teatro Alla Scala costituisce la quinta scenografica della piazza, ma dialoga urbanisticamente con gli altri edifici che vi si affacciano: Palazzo Marino, di fronte, e i due palazzi della Banca Commerciale Italiana ai lati.

Originariamente la piazza era piccola e raccolta; nel 1858 vennero demoliti gli edifici che si interponevano tra il Teatro e Palazzo Marino, ottenendo così lo spazio attuale: un ampio quadrilatero nel cui centro venne posizionato il monumento a Leonardo da Vinci e a quattro dei suoi allievi milanesi (Marco d’Oggiono, Gian Giacomo Caprotti, Cesare da Sesto e Giovanni Antonio Boltraffio). Realizzato da Pietro Magni nel 1872, è affettuosamente chiamato dai milanesi: “on liter in quater” … un litro in quattro, perché la sua forma ricorda quella di una bottiglia di vino con quattro bicchieri intorno.

Il toponimo della piazza è dovuto al celebratissimo “tempio dell’opera”, il Teatro alla Scala, che a sua volta prende il suo appellativo dalla distrutta chiesa di Santa Maria della Scala, sulla cui area fu costruito. L’antica chiesa fu voluta da Beatrice Regina della Scala (discendente dagli Scaligeri di Verona), moglie del signore di Milano Bernabò Visconti, alla fine del XIV secolo. L’amministrazione austriaca, a seguito delle riforme ecclesiastiche di Maria Teresa, fece demolire la chiesa perché al suo posto sorgesse una nuova sede teatrale, modello per tutta l’Europa. Era il 1776. Nel pieno dell’epoca illuminista Milano si apriva ad accogliere le nuove idee e ad affrontare le nuove tematiche culturali. Il nuovo teatro venne progettato da Giuseppe Piermarini in stile neoclassico e inaugurato due anni dopo, nel 1778, con un melodramma di Antonio Salieri.

Di fronte al teatro si erge Palazzo Marino, sede del Comune di Milano dal 9 settembre 1861. Sebbene la facciata odierna sia un rifacimento tardo Ottocentesco (1872 – 92), voluto da Beltrami per inserirlo nel nuovo contesto urbanistico, Palazzo Marino è l’edificio più antico della piazza, uno degli esempi architettonici più belli del secondo Cinquecento milanese, perfetta sintesi tra la sobrietà Rinascimentale e gli eccessi del nascente Barocco.

Commissionato dal ricco banchiere e commerciante genovese Tommaso Marino, fu iniziato nel 1558 dal perugino Galeazzo Alessi, ma terminato nel secolo seguente, al termine di alterne vicende. La facciata principale era originariamente quella che si affacciava su via Marino, e che rappresenta la parte più antica del palazzo, insieme al cortile porticato che da qui si scorge (1588); è il Cortile d’Onore, incorniciato da un portico con colonne tuscaniche binate e sovrastato da una loggia ornata da rilievi con figure leonine e femminili e da ricchi festoni.

L’attuale facciata su piazza della Scala, ricostruita per anastilosi, si presenta a tre ordini sovrapposti diversi l’uno dall’altro, scanditi da colonne e lesene che icorniciano finestre rispettivamente a spalle bugnate (piano terra), a falso balcone e timpano spezzato (1° piano) e a timpano (2° piano). Il coronamento è costituito da una massiccia balaustra.

Il primo palazzo della Banca Commerciale Italiana, quello di fronte alla Galleria, fu edificato nel 1912, e attualmente ospita il museo delle Gallerie d’Italia; il secondo, quello alla sinistra della Galleria, fu invece costruito nel 1920.

 

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