Porta Comasina

Porta ComasinaPorta Comasina, ora denominata Porta Garibaldi,  era il punto di passaggio obbligato per la popolazione comasca e brianzola che si recava a Milano.

La contrada, "ubi dicitur Portae Cumanae", era storicamente caratterizzata sia da un mercato della manodopera proveniente dal Comasco e dalla Brianza, sia dagli immigrati del suburbio dei Corpi Santi e dei comuni limitrofi che hanno dato origine alla nascita di quelle casupole che presero nome di "borgo di Porta Comasina ".

I nuovi abitanti, provenienti dal contado, passarono la porta della città e crearono nuovi borghi che si saldarono a quelli più antichi: degli Ortolani e della Fontana.

Il borgo di Porta Comasina ospitava, prevalentemente, muratori e braccianti che venivano a lavorare otto mesi all'anno in città e tornavano, per il raccolto, alle loro cascine in campagna.porta comasina

Col passare degli anni e l'infittirsi degli stabilimenti industriali, che offrivano un'occupazione stabile, la popolazione aumentò notevolmente, cosicché verso la fine dell'Ottocento Porta Comasina divenne un centro propulsore di penetrazione urbana da tutta l'area nord della Lombardia e nacquero i quartieri Garibaldi ed Isola Garibaldi.

Porta Comasina, come Porta Nuova, fu eretta quando i Bastioni, divenuti alberati, rimasero direttrice di traffico importante a scala urbana e interurbana. La ricostruzione monumentale di Porta Comasina, finanziata dai negozianti milanesi, si apriva da tre lati verso l'attuale corso Garibaldi che non è un rettilineo, tranne nel tratto di corso Corno che porta alla Stazione Garibaldi.

Il progetto di Giacomo Moraglia riprendeva la tipologia cagnoliana dell'arco trionfale fiancheggiato dai due caselli, affacciato verso l'asse stradale principale di penetrazione in Milano. La costruzione dell'arco trionfale in ordine dorico, a una fornace, in pietra di Viggiù e con due passaggi pedonali aperti ai fianchi, fu completata fra il 1826 e il 1828. Le colossali statue allegoriche, poste sulla sommità dell'arco, rappresentano i fiumi Po,Ticino,Adda e Olona. Nel 1834 furono ultimati anche i due caselli o padiglioni porticati. La tozza porta è ingentilita da fregi incassati nella muratura a bugnato.

Porta Comasina fu dedicata a Francesco I d'Austria in ricordo della sua visita a Milano avvenuta nel 1825. La dedica era la seguente:
"A Francesco I
pio ottimo massimo
i negozianti milanesi eressero”.

A cui un biglietto stampato e fatto circolare clandestinamente, aggiunse un ultimo verso:
“sebbene poca volontà ne avessero”

La storia piacque ai milanesi, tanto che alcuni attribuirono il verso aggiuntivo ad Alessandro Manzoni.

Dal 1860 Porta Comasina fu ribattezzata in "Garibaldi", in omaggio all'eroe dell'indipendenza e dell'unità d'Italia.
Porta Comasina, rispetto alle altre porte di Milano, risulta in una posizione più periferica nei confronti dei principali assi stradali, questo spiega in parte il ritardo della sua nascita, la considerazione di minore importanza architettonica e il contenimento delle spese nella sua costruzione.
 

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