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Santa Maria Nuova di Abbiategrasso

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Ad Abbiategrasso, nel cuore della provincia milanese, sorge la basilica di Santa Maria Nuova, una delle più belle chiese lombarde.

Le origini della chiesa risalgono al 1365, quando l’ordine religioso della Confraternita di Santa Maria Della Misericordia ottenne dalle autorità milanesi il permesso di poter costruire una chiesa dedicata a Maria sulla piazza vicina a Porta Nuova. Successivamente nel 1388 la chiesa divenne Santa Maria Nuova per celebrare la nascita di Gian Maria Visconti, figlio del duca Gian Galeazzo. Dal 1400 la chiesa fu soggetta a continue trasformazioni che ne resero l’originario assetto via via sempre meno riconoscibile.

Quattro cappelle furono erette su commissione di nobili e Confraternite religiose, mentre nella parte anteriore della basilica fu eretto un bellissimo quadriportico di stile rinascimentale. Verso il 1601 fu completato un maestoso arcone allo scopo di proteggere un prezioso affresco quattrocentesco della Vergine con il Bambino. Tra il 1740 e il 1741 l’architetto milanese Francesco Croce diede alla chiesa l’aspetto attuale, con radicali modifiche alla struttura. Nel 1818 – 19 venne costruito l’altare maggiore in stile neoclassico. In seguito nel 1912 la chiesa venne dichiarata Monumento Nazionale, e da lì iniziarono una lunga serie di restauri che culminarono tra il 1987 e il 1990 quando, grazie ai fondi stanziati dalla Banca Popolare di Abbiategrasso , fu possibile restaurare il quadriportico e il pronao.

La facciata della chiesa è di impronta romanica ad una sola cuspide, incorniciato da una serie di archetti acuti sovrastati da cinque pinnacoli, mentre sotto il tetto del portico si possono notare due finestre con cornici in cotto, risalenti alla prima metà del XV secolo, che sostituiscono i precedenti oculi laterali .Sul lato destro si eleva il campanile, coronato da una cuspide conica.

Il quadriportico ha una forma irregolare ed è costituito da un muretto con colonne di granito sormontate con capitelli di stile gotico – romanico, che sostengono una serie di archi a tutto sesto decorati con medaglioni raffiguranti i busti di santi e profeti. Lo slanciato pronao è scandito da due serie di colonne dotata di capitelli che ne evidenziano il diverso periodo costruttivo, quelli del primo sono compositi, mentre quello del secondo sono di stile corinzio. Sotto l’affresco della Vergine col Bambino si apre una finestra di stile settecentesco.

All’interno della chiesa troviamo una serie di archi a tutto sesto che sostengono delle colonne di granito, mente sui lati si aprono otto cappelle dedicate a S. Giovanni Battista, alla Madonna del Carmine, a Santa Rosa da Lima, a San Giuseppe sul lato sinistro, mentre quella dedicate a Sant’Antonio da Padova, a Sant’Anna, a San Carlo Borromeo, a San Cristoforo e al Crocefisso sul lato destro. Mentre il presbiterio ospita sul lato sinistro una cappella dedicata al Sacro Cuore, al centro l’altare neoclassico, e sul lato destro una cappella contenente le stazioni delle Via Crucis. Sul fondo della navata sinistra si apre la sacrestia, dalla forme di un piccolo oratorio con gli angoli smussati e dotata di una absidiola quadrata, e dotata di un tabernacolo ligneo con ricchi motivi intagliati e teste di cherubini, databile al XVII secolo. Mentre sulle pareti che tagliano gli angoli della sacrestia vi sono quattro ovali raffiguranti dai capricci architettonici, risalenti al XVII secolo.

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