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Tarocchi, Palazzi e Luoghi di Milano

arcani maggiori milanoQuesta volta voglio lasciare libero sfogo alla fantasia e all’immaginazione, e queste mi hanno portato a scrivere quest’articolo, immaginando di abbinare i ventidue Arcani maggiori o Trionfi dei Tarocchi, a istituzioni e luoghi milanesi.

Ovviamente la descrizione è di pura fantasia, anche se a volte l’abbinamento pare calzare alla perfezione.  Poiché l’intenzione non attiene alla storia di queste carte, passo subito alla descrizione seguendo l’ordine prestabilito nel mazzo.

  • tarocco visconti sforza il bagattoIl Giocoliere o Bagatto, in milanese el Bagàtt. Questa figura apre il mazzo dei Tarocchi, presentando un giovane giocoliere, un mago, un ciarlatano. Esso rappresenta originalità e creatività, abilità, destrezza, astuzia, inganno, forza di suggestione, abilità di mano. Queste caratteristiche mi hanno suggerito di abbinarle alla Borsa, in Piazza degli Affari in Palazzo Mezzanotte. In fondo si dice anche “giocare in Borsa”, e credo che non si possa negare che vi siano abili giocolieri che sanno manovrare e indirizzare gli investitori, manovratori che, a volte, spostano, con accorti giochi speculativi, ingenti quantità di capitale, proprio come un abile Bagàtt.

  • La Papessa. Questa figura la voglio associare al Comune, inteso come Municipio, e vi spiego il perché.  Mentre il Papa rappresenta il potere religioso, la Papessa la vedo come potenzialità del potere laico. Essa racchiude la conoscenza puramente umana, quella che potrebbe benissimo essere rappresentata dal Comune che discute e legifera in merito. Una rappresentazione la vuole seduta su un trono appena abbozzato, tenendo tra le mani un libro che in alcuni mazzi appare chiuso in altri aperto. Il trono è lo scranno del Sindaco, il libro aperto o chiuso sono le leggi decise dalla Giunta.

  • La terza carta è abbinata all’Imperatrice ctarocco-visconti-sforza-limperatricehe, per le sue qualità legate al progresso, alla ricchezza, alla fertilità, al lusso, alla superbia e al conformismo, la voglio associare alla Camera di Commercio, dove fruttuosità e fertilità sono legate ai commerci, che sono fonte di progresso e di ricchezza. La superbia è manifesta quando il commercio diviene arma contro i più deboli e fonte di squilibri tra i popoli.

  • La Banca d’Italia la associo alla figura dell’Imperatore, un Trionfo che simboleggia l’autorità, il potere terreno, la sicurezza, la realizzazione. Dati che si possono abbinare alle mansioni della Banca d’Italia, alla quale non manca l’autorità in materia economica né il potere legato alla moneta. Potere che potrebbe degenerare, nel suo aspetto negativo, in tirannia e assolutismo.

  • La quinta carta è il Papa, essa rappresenta la prevalenza di valori spirituali su quelli materiali, la scienza sacra, il moderatore, colui che sa conciliare le opposte tendenze. Dove si può collocare tale abbinamento se non nel nostro Duomo? Luogo, appunto, del potere religioso. Papa e Papessa, due Trionfi che pur nella loro diversità possono completarsi, favorendo così enormi vantaggi per il popolo che amministrano.

  • L’Amoroso o gli Amanti, la sesta carta, detto in milanese suonerebbe amoròs o baciòcch e, per amanti, anche moròs; dove per baciòcch s’intende affettuosamente bamboccio. A quale struttura abbinare la carta? Riflettendoci su, ho deciso di accostarla alla Baggina, ossia il Pio Albergo Trivulzio. Il motivo è legato proprio al tema dell’amore, infatti, dove se non in un ricovero di persone anziane si possono trovare storie di vita vissuta legate agli amori? Se ogni ospite raccontasse la propria vicenda sentimentale, si riempirebbe di volumi un’intera biblioteca!

  • Il settimo trionfo è il Carro. La carta richiama alla forza morale, ai sentimenti elevati, alla longevità, al numero spirituale sette.tarocco-visconti-sforza-il-carro Con queste premesse ho pensato di accostarla all’Arcivescovado, dove siede un “discendente” degli Apostoli, il Vescovo. Nella figura appare un carro trainato da due cavalli di colore diverso, raffigurazione delle contraddizioni, delle difficoltà, tuttavia chi guida il carro che, non dimentichiamolo, è quadrato, sa, dove dirigere per raggiungere la meta. Tenere in strada il carro di una Diocesi come quella di Milano, la più grande d’Europa, è per il Vescovo un compito non certo facile.

  • La Giustizia. Oggetti che la carta mette bene in evidenza sono la spada, che tiene con la mano destra, e, nella sinistra, una bilancia in perfetto equilibrio. Qui la giustizia non è rappresentata bendata, ma con lo sguardo dritto davanti a sé come a interrogarci. Dopo questa premessa il palazzo cui abbinare il Trionfo non può che essere il Palazzo di Giustizia, il Tribunale di Milano. Non è forse in questo palazzo che si amministra la giustizia? Che poi sia applicata con la massima equità e Salomonica giustizia, è un’altra questione.

  • El Remìta, in italiano l’Eremita. La carta presenta un vecchio che tiene un bastone e una lanterna che gli illumina la via. Ètarocco-visconti-sforza-eremita simbolo di saggezza, della prudenza, di riflessione, del desiderio di conoscere e sapere. L’abbinamento cui subito ho pensato è stato alla Biblioteca Centrale di Palazzo Sormani; dove, infatti, se non in una biblioteca si cerca la conoscenza, si esplora il sapere? Inoltre la conoscenza non è forse luce che m’illumina la via della vita? Il Palazzo, di epoca sei-settecentesca, si trova in Corso di Porta Vittoria, 6. Permettetemi una piccola confidenza personale, quante ore ho trascorso su libri in quella biblioteca!

  • La Ruota della Fortuna, in milanese, la Roeuda de la fortuna. Il simbolismo della carta è legato al movimento, allo spostamento, al passato e all’avvenire, al cambiamento. Legare lo spostamento al viaggio mi è stato facile, e dove mi reco se voglio fare un viaggio? Oh bella, ma alla Stazione Centrale! Ecco così trovato l’abbinamento anche per questo decimo Trionfo.

  • La Forza. La carta si presenta con una giovane donna che, apparentemente senza nessuno sforzo, tiene aperta la bocca a un Leone. Abbiamo il simbolismo della forza, quella spirituale e quella materiale, che dobbiamo imparare a gestire per crescere in armonia. Imparare richiede sforzo, studio, perseveranza, e così mi è venutoalla mente di abbinare la carta all’Università, luogo di studio, di conoscenza, di crescita.

  • L’Appeso, nel nostro dialetto, l’Impiccà. Il Palazzo quattrocentesco che si trova in Via Monte di Pietà vi ricorda qualcosa? Penso proprio di sì, ricorda che sorge il Monte di Pietà, istituzione di origine tardo medievale, e tuttora funzionante, allo scopo di erogare prestiti in cambio di un pegno. Abbinare questa carta al Monte di Pietà non mi è stato difficile, anche se sul Trionfo l’Appeso appare impiccato per un piede e non per il collo. Tuttavia recarsi in luogo è un po’ come mettersi una catena al piede, sperando di riuscire a toglierla e a non rimanervi, appunto, impiccato.

  • La Morte. Carta che corrisponde al numero tredici, neanche a farlo apposta! Tuttavia il significato simbolico è legato allatarocco visconti sforza la morte rigenerazione che fa seguito alla distruzione, non è immobilismo, anche se pare lo sia, ma è opposizione a questi, è rinascita, è nuova primavera, novella vita. Dove vedere allora la carta se non collegata al Cimitero? Luogo dei morti a questa vita per accedere a una dimensione diversa, appunto a una rinascita.

  • La Temperanza. Vi dico subito che associo quest’arcano al Museo della Scienza e della Tecnica, e ore vi spiego il perché. La carta rappresenta l’intuito, la ragione, la materia grezza, la moderazione, l’autodisciplina, iniziative proiettate al futuro; non è forse proprio questo bellissimo e interessante Museo che aiuta, agevola, invoglia alla conoscenza della scienza? È proprio grazie alla ragione e all’intuito, all’autodisciplina nello studio e a una visione nel futuro che nascono scoperte nuove, e il Museo offre proprio questa visione. La Temperanza è la capacità di saper gestire i propri desideri, le proprie passioni in una giusta misura, e se non si applicano queste virtù nella scienza, si prospetta solo un fallimento.

  • Il Diavolo, el diàvol. Carta che simboleggia l’energia vitale, le passioni, a volte sfrenate, la forte volontà, la forza dell’avversario.tarocco-visconti-sforza-il-diavolo Una carta così l’accosto senza indugio allo Stadio Meazza, San Siro di Milano, non tanto perché gioca la squadra del Milan che ha come simbolo il Diavolo, farebbe torto all'Inter, ma perché è proprio in uno stadio di calcio che si sprigiona l’energia vitale nel gioco, la volontà di vincere tenendo conto della forza dell’avversario.

  • La Torre. Carta che richiama l’antica e ancor presente Torre di Babele, con il simbolismo a essa associato, tuttavia nel nostro caso lo associamo al crollo, allo sgretolamento, al cambiamento, alla superbia, alla liberazione. Con questi attributi ho ritenuto di accostare la carta al Museo Archeologico di Via Magenta, 15 dove sono due Torri romane, una poligonale e l’altra quadrata. Questo Museo penso rappresenti bene come tutti gli imperi costruiti dall'uomo siano inesorabilmente “rovinati a terra”, lo rappresenta bene la corona posta sopra la torre che, colpita da un fulmine, inizia a precipitare.

  • L’Etoile, le Stelle. È la carta della gioventù, della bellezza, della grazia, dell’eleganza, dei sogni ad occhi aperti, della gelosia.tarocco-visconti-sforza-lestelle Pensando alla grazia l’ispirazione è stata quella di associare il Trionfo al Teatro della Scala, dove il pubblico può assistere a spettacolari balletti, come a opere liriche o magnifiche sinfonie, non sono forse questi interpreti definiti come Stelle?

  • La Luna. Quante canzoni e poesie sono state cantate e scritte sulla luna! Carta legata al sogno e all'inconscio, ai ricordi, alle amicizie, ai segreti, al richiamo di non fidarsi delle apparenze. A quale realtà abbinare questa carta? Dopo averci riflettuto, l’ho abbinata al Palazzo delle Poste, infatti, le lettere sono messaggi che possono contenere sogni, desideri, ricordi, segreti, che si sono messi in viaggio e dove, nella notte lunare, sono smistate per raggiungere i destinatari.

  • Il Sole. Un astro da tutti desiderato, cui volentieri ci si abbandona. Simbolo di guarigione, armonia, energia positiva. Sole cui ci si abbandona volentieri sulle spiagge del mare, e questo mi ha suggerito di abbinare il Tarocco al mare di Milano, ossia all’Idroscalo.

  • El Giudìzzi, il Giudizio. Questa carta che richiama alla mente il Giudizio Universale, simboleggia il talento artistico e letterario, la capacità di riscoprire antichi progetti, di fronte a queste premesse ho accostato la carta all’Accademia di Brera, laboratorio di artisti e crogiolo di capacità sorprendenti.

  • Il Mondo. Questo nostro amato e bistrattato Mondo! L’associazione che subito mi è venuta alla mente è stata quella del Castello Sforzesco poiché nei castelli viveva e si agitava un piccolo mondo, variegato e dalle mille sfumature, con le sue gioie e le sue difficoltà, i suoi pregi e i suoi difetti.

  • Il Matto. Una carta senza numero, o perché non ne ha o perché li possiede tutti. Anche in questo caso, più che al significatotarocco-visconti-sforza-il-matto simbolico della carta, l’associazione è approdata al Palazzo delle Regione, non perché vi siano dei matti, allora sarebbe qualificato il manicomio, ma perché la Regione è un po’ come un forno alchemico, dove ognuno ha il suo ingrediente per ottenere “l’oro”, mentre a volte ne esce solo “metallo scadente”. In un certo senso proprio come un matto, che però possiede anche la genialità.

Ecco terminato questo strano viaggio tra un mazzo dei Tarocchi. Come dite? Sono un po’ matto? Chissà, forse è anche vero!

Il Barbapedana

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