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Villa Necchi Campiglio

La famiglia Necchi, presente nel ‘900 in ogni famiglia con le sue macchine da cucire, ha lasciato a tutti noi un gioiello architettonico.
villa necchi campiglio ingressoIn via Mozart, al civico 14, troviamo la Villa Necchi Campiglio, che rappresenta un vero e proprio scrigno di gioielli artistici, come la collezione di Claudia Gian Ferrari, considerata una delle più importanti per comprendere la storia dell’arte del Novecento, con le opere di Sironi, Casorati, Martini, Morandi, Carrà, Boccioni, Balla, De Chirico, oltre a quella di Emilietta De’ Micheli, con dipinti di Tiepolo e Canaletto e un intero salotto del Settecento.
 
Oggi bene di proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano), la villa fu edificata negli anni '20 del Novecento su progetto dell’architetto Piero Portaluppi, che ricevette l’incarico da Gigina e Angelo Campiglio, i proprietari della Necchi, che all’epoca era l’azienda principe col  monopolio delle macchine da cucire.
La costruzione della villa iniziò nel 1932, con la struttura che ricordava quella di una villa di campagna, ma adattata al centro di Milano, con nuove soluzioni tecniche e stilistiche innovative per l’epoca.
 
Fino a poco tempo fa nella villa ha vissuto Gigina Necchi, che dopo la sua morte nel 2001 ha lasciato tutto ciò che possedeva al FAI che, dopo un attento restauro, l’ha messa a disposizione del pubblico, con numerosi effetti personali apparenti ai Necchi.
Varcando la soglia della villa il visitatore può notare subito le prime innovazioni della strutture, infatti le porte sono bloccate da una serie di cancellate in metallo che sprofondano nel terreno per tutta la loro altezza.
 
villa necchi campiglio internoDopo il vasto ingresso troviamo la biblioteca, caratterizzata da una finestra che si affaccia sulla stanza seguente, oltre a una zona di conversazione e una da gioco, con un tavolino per giocare a carte progettato da Portaluppi e dotato di cassettini. 
Invece il salotto progettato dall’architetto nel 1935, subì a partire dal 1938 una sostanziale serie di modifiche da parte dell’architetto Tommaso Buzzi, che adottò un finto stile settecentesco alquanto pacchiano.
Nella veranda possiamo ammirare una serie di bellissimi pavimenti in travertino oltre a vetrate doppie con vasi di piante al loro interno, protetti da porte blindate in lega di alpaca. 
Il fumoir, pesantemente modificato da Buzzi, è decorato con bassorilievi dei segni zodiacali e un cielo stellato, mentre nella sala da pranzo troviamo i muri coperti da preziosissima pergamena, in buona parte oscurata dagli arazzi belgi collocati da Buzzi.
Al piano terra sono collocati gli office del personale di servizio, con una cucina al piano interrato dotata di un montacarichi e con pavimenti di linoleum, innovativi per l’epoca, mentre i piatti sono di Gio' Ponti.
 
necchi 2
Prima di salire al secondo piano ammiriamo la fucileria, che conserva i fucili utilizzati da Angelo Campiglio per la caccia, sua grande passione, oltre agli accessori per il tennis e il suo studio con una scrivania portatile richiudibile.
Al piano superiore troviamo i bagni, in marmo con vasca, doccia e un doppio lavabo, oltre a una curiosa presa a forma di stella nel bagno di Gigina, le camere da letto, che subirono pesanti modifiche da parte del Buzzi, il corridoio dal soffitto a volta a botte con gli armadi delle donne di casa e la stanza da letto della guardarobiera.
 
Nei sotterranei vi sono le cucine, ancora funzionanti, e gli ambienti dedicati agli svaghi del personale di servizio, oltre a una piccola mostra fotografica dedicata alla storia della villa e della famiglia Necchi. 
 
Villa Necchi Campiglio
Via Mozart 14, 20122 Milano
Orari di apertura
Da mercoledì a domenica, ore 10:00 - 18:00
Ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura.
 
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