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Carta dei Musei Civici a Milano: è polemica

  • Rossella Atzori

filippo delcornoSulla scia del grande successo ottenuto dall'apertura straordinaria delle sedi espositive milanesi durante le festività natalizie (238.000 visitatori tra il 21 dicembre 2013 e il 6 gennaio 2014), l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, annuncia che “per questa primavera è previsto il lancio di una tessera annuale per l’ingresso illimitato nelle sale dei musei comunali per 12 mesi, al costo di circa 35 euro”.

L’obbiettivo è quello di agevolare e incentivare la fruizione del patrimonio artistico da parte dei cittadini, e creare una rete che unisca tutti i dieci musei civici di Milano; un passepartout dell’arte e della cultura della durata di 365 giorni, che consentirà l’accesso illimitato a queste sedi.

La card dei Musei Civici di Milano si presenta come risposta lungimirante alla crescente fame di cultura, che permetterà di avvicinare il cittadino anche a quei musei meno frequentati, secondo il principio riconosciuto dallo stesso Del Corno che “l’offerta culturale di una città deve essere sostenibile e la sostenibilità passa anche attraverso una politica di tariffe adeguata”.

tabellaL’unica perplessità è suscitata dal prezzo proposto per la card: decisamente alto rispetto alla somma dei prezzi attuali dei biglietti d’ingresso ai singoli musei, che variano dai 2 ai 5 euro. Un po’ in sordina, allora, viene anticipata la seconda novità primaverile: i prezzi dei biglietti dei singoli musei civici verranno tutti adeguati a quello del museo del Novecento (il più costoso rispetto agli altri), e avranno un costo di 5 euro (3 euro l’ingresso ridotto).

In pratica assisteremo a un incremento in percentuale degli attuali prezzi dei biglietti d’ingresso ai musei civici di Milano addirittura sconvolgente. Non solo: il nuovo biglietto singolo del costo di 5 euro (ridotto 3 euro) verrà applicato anche a quei musei civici che fino ad oggi erano gratuiti (GAM, Acquario Civico e Palazzo Morando), con le uniche eccezioni per lo studio Museo Francesco Messina e la Casa Museo Boschi Di Stefano (il cui ingresso continuerà ad essere gratuito).

La decisione che riguarda la modifica dei prezzi singoli è stata spiegata come “un adeguamento all’Istat”, giustificata anche dalle finanze ridotte ormai all’osso, ma il rischio è quello che il cittadino di ceto medio inizierà a considerare la cultura un fatto d’elite, con una conseguente diminuzione del numero di visitatori, soprattutto nelle sedi meno frequentate (ma non per questo meno importanti interessanti).

Vediamo nella tabella come cambieranno le tariffe dei musei civici di Milano se entrasse in vigore “l’adeguamento all’Istat” annunciato dal Comune di Milano.

La card dei musei civici di Milano vorrà inoltre essere una sperimentazione, in vista dell’Expo 2015, di una card riservata ai turisti: sarà valida per 2 o 3 giorni e integrerà l’utilizzo dei mezzi pubblici all'ingresso ai musei. Un’idea ottima, tutt'altro che nuova, che riprende quella della AmaMi card, introdotta nel luglio 2010 dall'allora sindaco Letizia Moratti.

La AmaMi card aveva una validità di 48 ore e, al prezzo di 25 euro, consentiva l’ingresso a 17 musei cittadini (non certo quelli più costosi), ingresso ridotto a mostre e uso illimitato dei mezzi di trasporto pubblico. Una carta che è stata un flop, sia per la scarsa organizzazione e comunicazione tra gli enti che dovevano metterla in vendita e fornire informazioni, sia per la scarsa pubblicità fatta, ma soprattutto, perché il turista, seppur non necessariamente laureato in matematica, facendo i conti si rendeva presto conto che invece di risparmiare ci rimetteva.

Le riflessioni possono essere molteplici, ed è anche vero che, tutto sommato, il prezzo dei singoli musei risulta ancora accessibile, anche se potrebbe risultare uno schiaffo al concetto che la cultura appartiene a tutti. L'idea della carta, però, dovrebbe essere quello di fidelizzare e avvicinare il consumatore (di qualsiasi prodotto si tratti), non quello di allontanarlo.

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