Il museo Archeologico di Milano risorge dalle sue ceneri

Il civico museo archeologico di Milano sorge in un contesto architettonico d’eccezione: i chiostri dell’ex convento rinascimentale di San Maurizio al monastero Maggiore e i resti del circo e delle antiche mura romane, dove ancora affiorano le tracce visibile di Milano Imperiale.

Il percorso espositivo custodisce una collezione piccola ma ben fornita, con pezzi unici.  L'ingresso corrisponde al chiostro seicentesco, che ci accoglie con una serie d’imponenti resti architettonici, significativi di ciò che fu la splendida Mediolanum: capitelli fogliati in marmo microasiatico e sarcofaghi pagani e cristiani lungo le pareti, con i resti visibili della cinta muraria tardoantica (III d. C).

All’ingresso, un grande plastico in legno descrive con minuzia la topografia e la solenne edilizia di una capitale ormai del tutto sparita (Milano fu sede imperiale dal 184 al 402 d. C.).

Il museo ospita pregevoli ritrovamenti, risultati di scavi effettuati in città, divisi cronologicamente per periodi storici.

Al piano terreno reperti classici, tra cui statue acefale di divinità femminili, busti di matrone e figure togate, un pregevole torso marmoreo trovato sotto corso Europa (dove sorgevano le ammirate Terme Erculee), una monumentale testa barbuta di Giove e pavimenti a tarsie musive, asportati da una domus sotto San Giovanni in Conca in piazza Missori.

Al piano terra spiccano i due “gioielli” del museo: in primis, la diatreta Trivulzio, rarissima coppa del IV secolo, realizzata da maestri d’area germanica specializzati nella produzione di lusso. La coppa è costituita da un paio di strati di vetro sovrapposti: bianco il primo, il secondo rivestito da un reticolo a cerchi colorati. Sulla superficie concentrica scorre il motto latino benaugurante “Bibe vivas multis annis" (bevi, che tu possa vivere molti anni).

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Il secondo reperto d’eccezione è la patera di Parabiago: un grande piatto d’argento massiccio che celebra il trionfo degli dei orientali Cibele e Attis, il cui carro è trainato da un branco di leoni in presenza di svariate divinità, della volta del cielo e della natura. 

Dietro a queste immagini sbalzate si celano valori misteriosofici: dalla radice classica, commista alla religiosità mediorientale, scaturisce il linguaggio tipico della seconda metà del IV secolo, epoca in cui l’imperatore Giuliano, detto “l’Apostata”, fece di tutto per restaurare i riti pagani ai danni del Cristianesimo emergente.

Nei sotterranei fanno bella mostra i rarissimi reperti della sezione del Gandhara, che unì la statuaria ellenistica e quella buddista in un irripetibile incontro tra Oriente e Occidente. Più giù, la cripta di San Maurizio è un ampio spazio dedicato a  mostre temporanee.

Attraversato il giardino lapidario e gli scavi di domus romane, incombono le mura Massimianee con la torre poligonale, poi trasformata in campanile (all’interno interessanti affreschi medievali dei secc. XII - XIII). 

museoarchnuovo1La più grande sorpresa del rinnovato Museo Archeologico è rappresentata dall'addizione di un corpo edilizio avveniristico che si sviluppa su tre piani: silhouette mistilinea e vetrata, affacciata sul giardino. La nuova ala, edificata sul lotto di via Nirone, è qualitativamente eccellente e per nulla invasiva rispetto alle preesistenze antiche e rinascimentali. 

L’edificio, a tre piani (munito d’ascensore), espone altrettante sezioni espositive, dedicate rispettivamente all'arte etrusca, greca e barbarica, quest'ultima dedicata ai goti e ai longobardi: un moderno progetto museografico per una presentazione dei reperti, sia scientifico che didattico, finalmente all'altezza della situazione.

museoarchnuovo2Ma il museo non si limita a ospitare le nuove sezioni: dall’ultimo piano, infatti, si gode di una visuale abilmente studiata dei resti superstiti della Milano imperiale: il giardino, la torre poligonale e quella quadrangolare del monastero, detta di “Ansperto” o delle carceres (rialzata in età barbarica) poiché proprio da qui partivano le bighe dei cavalli del circo.

Ne risulta un bellissimo insieme di scorci, studiato per valorizzare i resti di superficie (molti quelli sotterranei, accessibili una tantum), permettendo al visitatore di vivere il sogno di Mediolanum: una città di santi, imperatori, poeti e re barbari che cambiarono la storia d’Europa: Ambrogio, Costantino, Teodosio e il poeta Ausonio passarono qui; il terribile Attila, come vuole la tradizione romantica, affascinato da tanta ricchezza si sarebbe insediato tra le mura del palazzo termale della vicina via Brisa, a covare l’irrealizzabile sogno di cingere, proprio lui, re dei popoli delle steppe, l’ambito diadema imperiale.

Marco Corrias

 

Informazioni:
Civico Museo Archeologico
Corso Magenta 15, Milano
 
Orari:
Martedì - domenica: ore 9:00 - 17:30. Chiuso il lunedì
Biglietti 
Intero: € 2, ridotto: € 1
 
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