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La pala di Santa Maria degli Angeli a Milano

santa angeli palaPresso il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano è esposto il monumentale dipinto di Antonio Campi con Santa Caterina visitata in carcere dall’imperatrice Faustina, che verrà in seguito ricollocata nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Milano, da cui proviene.

L’opera è arrivata al Museo Diocesano di Milano, dopo essere stata riportata all’antico splendore dalla Fondazione Credito Bergamasco, grazie a cinque mesi di accurato lavoro presso Palazzo Creberg dalla restauratrice Delfina Fagnani-Sesti Restauri nell’ambito del pluriennale progetto Grandi Restauri.

Santa Caterina visitata in carcere dall’imperatrice Faustina era parte di un lavoro eseguito nel 1584 che, con il Martirio della santa, era la decorazione della cappella della famiglia della contessa Porzia Landi Gallarati, dove si trovavano altre opere come la pala di Gaudenzio Ferrari, oggi alla Pinacoteca di Brera.

La scena ritrae due episodi tratti dalla Legenda aurea di Jacopo da Varazze, che sono la visita dell’imperatrice Faustina a santa Caterina d’Alessandria in carcere e quella degli angeli.

Quando giovane Caterina affrontò l’imperatore Massenzio nel tentativo di convertirlo, questi inviò ad Alessandria quindici filosofi, ma la ragazza riuscì a convertirli.

L’imperatore, adirato, rinchiuse Caterina in carcere, dove venne miracolosamente aiutata da una serie di figure angeliche.

Una notte Faustina, moglie di Massenzio, accompagnata da Porfirio, capitano della guardia e dal suo seguito, visitò la giovane in carcere e lì, folgorati dalla visione degli angeli circondati da una luce sovrannaturale, si convertirono al cristianesimo.

Il dipinto ha uno straordinario uso della luce, infatti l’ambientazione notturna favorisce, come fece Raffaello nella Liberazione di San Pietro affrescata nelle stanze Vaticane, l’introduzione di tre luci differenti, rispettivamente naturale, artificiale e soprannaturale.

L’unione di due episodi diversi aiuta il gioco luministico, con il lento svelarsi della complessa struttura architettonica dal punto di vista prospettico, infatti i bagliori di luce spingono chi guarda a proseguire dal primo piano fino al lontano loggiato che s’intravvede sullo sfondo.

L’opera suscitò grande interesse tra i contemporanei, tanto che Paolo Lomazzo la criticò aspramente con il sonetto Contro un pittor moderno.

All’inizio del Novecento fu Roberto Longhi a dire che questo dipinto rappresentò un imprescindibile modello per Caravaggio che, proprio nel 1584, entrava come apprendista nella bottega milanese di Simone Peterzano.

Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso lunedì (eccetto festivi)

La biglietteria chiude alle ore 17.30

Biglietto Museo Diocesano Carlo Maria Martini

Intero: € 8,00; Ridotto e gruppi: € 6,00; Scuole e oratori: € 4,00

Biglietti cumulativi (Museo Diocesano, Museo della Basilica di Sant’Eustorgio, Cappella Portinari, Cimitero paleocristiano)

Intero: € 10,00; Ridotto e gruppi: € 8,00; Scuole e oratori: € 6,00

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