L’Archivio Giovanni Sacchi

sacchi archivio 1L’Archivio Giovanni Sacchi, ideato dal Comune di Sesto San Giovanni e dalla Fondazione ISEC e gestito da CS&L Consorzio Sociale, raccoglie i materiali del laboratorio del sestese Giovanni Sacchi, modellista per il design e l’architettura, per un punto di vista privilegiato sul processo d’ideazione e realizzazione di un prodotto, servendosi della ricostruzione storica e della possibilità di sperimentazione pratica con la partecipazione a workshop e incontri tematici.

Sono conservati 400 modelli, prototipi e pezzi in lavorazione di oggetti di design e progetti di architettura, 8000 disegni, 110 prodotti, più di 10 mila immagini e filmati, centinaia di documenti, numerosi macchinari e attrezzi, mentre la biblioteca raccoglie volumi, periodici, opuscoli donati da Giovanni Sacchi ed è incrementata con le pubblicazioni dedicate alla modellistica e al progetto.

Con un nuovo intento didattico, è stata riallestita una parte del laboratorio di modellistica di Giovanni Sacchi recuperando i macchinari e le attrezzature originali, che permette di seguire il processo di sviluppo utilizzato da Sacchi per l’esecuzione di un oggetto.

Una parte della bottega ha uno spazio di lavoro con nuovi macchinari, dove si possono realizzare modelli, seguire corsi di tornitura, lavorazione del legno e organizzare workshop con studenti e professionisti.

Giovanni Sacchi nacque a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, nel 1913 e a dodici anni fu avviato dal padre a lavorare con lui alla Marelli dove restò per una sola settimana, poi scappò a Milano, dove iniziò l'apprendistato come modellista da fonderia presso la bottega Ceresa & Boretti.

In cinquant'anni di attività ha costruito venticinquemila modelli in legno di oggetti che fanno la storia del design e ottomila plastici architettonici e, dopo l'incontro con Marcello Nizzoli, nel dopoguerra, fu introdotto nel mondo del disegno industriale.

La sua bottega milanese divenne un crocevia di esperienze, incontri, sperimentazioni che hanno contribuito al successo del Made in Italy, con i personaggi più illustri della storia del design italiano, come Nizzoli, Giò Ponti, Munari, Colombo, Zanuso, Sapper, i Castiglioni, Anna Castelli Ferrieri, Belgioioso, Gardella, Bellini, Rossi, Piano, Botta...

Ha lavorato per aziende come Olivetti, Fiat-Lancia, IBM, Philips, Brionvega, Rex, Alessi, Nava, dove ha ideato televisori, radio, telefoni, macchine da scrivere, frigoriferi, orologi, macchine per cucire, lampade, posate, pentole, automobili, aspirapolveri, penne, interruttori, maniglie, caffettiere, sedie, sgabelli, calcolatrici, computer…

Tra gli oggetti di cui Giovanni Sacchi ha realizzato il modello, premiati con il Compasso d’Oro, ci sono la macchina da scrivere Lettera 22 del 1950, la macchina da cucire Mirella del 1957, il telefono Grillo del 1965, la radio TS502 del 1964, il televisore Doney del 1962 e l’Algol del 1967, il pullman Meteor del 1970, la lampada Tizio del 1972, la serie di calcolatrici elettroniche Logos e Divisumma dei primi anni settanta, il pennarello Tratto pen del 1976, il dondolo Astolfo del 1979, la caffettiera 9090 e la Carmencita del 1979, le posate Dry del 1982, la sedia 4870 del 1985, la lampada Tizio di Sapper per Artemide e le posate Dry di Achille Castiglioni per Alessi.

Nel 1998, quando l'ADI gli assegnò il Compasso d'Oro alla carriera, Giovanni Sacchi fu costretto a chiudere per mancanza di manodopera.

In occasione dei Salone 2005, pochi mesi dopo la sua scomparsa,  Cosmit e La Triennale di Milano resero un omaggio a uno dei principali protagonisti del mondo del design, che ha saputo verificare la fattibilità delle idee di cinquant'anni di storia del progetto italiano. 

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