Museo Mangini Bonomi

museo-manginiNel centro storico di Milano, al civico 20 di via dell’Ambrosiana, non molto distante da piazza San Sepolcro, si trova il museo Mangini Bonomi, collocato in uno dei più bei palazzi nobiliari del capoluogo lombardo.

Le origini di questa straordinaria collezione risalgono alla seconda metà del Novecento, quando il nobile Emilio Carlo Mangini iniziò a comprare in tutta Europa oggetti di uso quotidiano, dai bacili per radersi fino a servizi per la cucina, tutti compreso in un lasso di tempo che andava dalla fine del Settecento alla prima metà del Novecento.

Quando con gli anni Emilio non fu più in grado di viaggiare, la sua collezione venne completata dal figlio Giuseppe, che vi aggiunse una serie di capolavori dell’arte moderna.

Nel 2003, poco tempo dopo la morte di Emilio, che aveva dedicato gli ultimi anni della sua vita all’allestimento del museo, per la prima volta i cittadini di Milano poterono ammirare questa ricchissima raccolta, che secondo le idee del suo creatore doveva essere una finestra sulla storia, composta da 4000 oggetti, divisi in tre sezioni, lavoro, divertimenti e vita privata, suddivise in quaranta sottosezioni.

Entrando nella casa, la prima cosa che si nota nell’atrio è una pianta fossile, che risale a cinquantaquattro milioni di anni fa, oltre a una targa sulla storia e sugli intenti del museo.

Dal cortile principale si accede ai sotterranei del palazzo, con due pozzi, uno in stile romanico e il secondo rinascimentale, eretti dove un tempo si trovava il foro romano di Milano.

Al primo piano è collocata la sezione dedicata alle armi, con una collezione di balestre dal medioevo fino a oggi, oltre a un forziere della fine del Cinquecento, con una serratura decorata da piante e cavalli.

museo-mangini2Dopo essere passati per un corridoio, che ospita oggetti curiosi come una sedia per le partorienti e una in cui era nascosto il sale, si accede al piano superiore.

Qui troviamo una vetrina che ospita numerosi bastoni da passeggio, oltre a una serie di teche dedicate agli oggetti che venivano usati nelle messe, tra cui un cofanetto nuziale della seconda metà del Quattrocento.

Nella sala successiva fa bella mostra un cavallo in legno usato nelle giostre della seconda metà dell’Ottocento, oltre alla collezione di bacili da barba.

Altri oggetti particolari sono una tazza per non sporcarsi i baffi, gli orinatoi che venivano usati dalle donne quando non potevano alzarsi da tavola nel corso di una lunga cena, una ghironda del Settecento e un ventaglio, appartenuto alla zia di Emilio Mangini, che presenta le firme autografe di artisti come Eleonora Duse e Giacomo Puccini.

Tra gli oggetti degli altri tre piani vanno ricordate le settecentesche poltroncine da slitta, prodotte nelle fabbriche di Venezia. 

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