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Museo del teatro alla Scala

  • Rossella Atzori

legoIl museo del teatro alla Scala nasce per rendere omaggio all’omonimo teatro, tempio mondiale della musica. Al suo interno non solo cimeli, strumenti musicali, dipinti e busti marmorei che celebrano famosi cantanti e musicisti, ma vere e proprie testimonianze della società milanese dell’epoca, oggetti curiosi e inaspettati che rendono questo museo più interessante che mai.

La storia del museo inizia nell’aprile del 1911, quando alcuni dei personaggi più in vista di Milano si riuniscono intorno a un tavolo per cercare di salvare dalla dispersione la ricca collezione teatrale dell’antiquario Giulio Sambon, che sarebbe stata messa all’asta a Parigi ai primi di maggio di quello stesso anno. Tra questi il direttore della Pinacoteca di Brera, Ettore Modigliani, il compositore Arrigo Boito e il duca Uberto Visconti di Modrone.

La città di Milano aveva una sola settimana di tempo per trovare i soldi necessari per aggiudicarsi all’asta la preziosa collezione, e l’impresa sembrava quasi impossibile! Fu allora che si vide la lungimiranza dei milanesi: 50 cittadini versarono 5.000 lire dell’epoca ognuno, e anche il governo diede il suo aiuto. I loro nomi sono ricordati nell’intradosso della porta che dal museo fa accedere al ridotto del teatro alla Scala. Grazie al loro impegno, dopo una serie di vicissitudini, si riuscì a strappare la collezione al miliardario statunitense J.P. Morgan; questa costituì il primo nucleo della vasta collezione teatrale, che si arricchisce in continuazione ed è una delle più ricche al mondo. Il museo venne inaugurato l’8 marzo del 1913 al primo piano dell’ex Casino Ricordi, annesso al teatro (al pianterreno il bookshop e la biglietteria), e dal 1952 vanta la splendida biblioteca fondata con i 40.000 volumi donati dal critico teatrale e giornalista del Corriere della Sera Renato Simoni, che la dedicò alla madre.

teatro scalaLa prima sala è un po’ il raccordo tra il teatro (si accede al ridotto e ai palchi, ed è possibile vedere le prove) e il museo vero e proprio, e raccoglie in maniera molto intima, quasi si trattasse di un salotto, strumenti musicali antichi e dipinti di famosi cantanti in abiti di scena.
La seconda sala è interamente dedicata alla Commedia dell’Arte, il Teatro drammatico tra ‘500 e ‘700, in cui gli attori improvvisano alternando recitazione, canto e acrobazie, immortalato dalle incisioni di Callot. Un vero gioiello i 170 pezzi che costituiscono la collezione di porcellane di soggetto teatrale e musicale delle più prestigiose manifatture europee (Sevres, Capodimonte, Meissen, etc.). In un posto d’onore il pianoforte di Liszt (1883), requisito dallo Stato italiano per farne dono a D’Annunzio e riavuto dai legittimi proprietari dopo alterne vicende.
Numerosi i dipinti, dedicati alle prime donne della Scala: Isabella Colbran, Maria Malibran e Giuditta Pasta. Nella Quadreria, la sala dedicata ai ritratti di artisti Ottocenteschi, una parete è dedicata a Giuseppe Verdi e alla sua vita prima e dopo la celebrità, rappresentata un po’ dai ritratti dalla prima moglie Margherita Barezzi e dalla seconda, Giuseppina Strepponi.
lego 2Ma quello che veramente attira la curiosità del visitatore, mettendo anche alla prova la sua fantasia, sono i numerosi e piccolissimi oggetti riposti nelle vetrine al centro delle sale; dobbiamo infatti tener presente che all’epoca non si andava a teatro solo per sentire la musica … ma per intrattenere le relazioni sociali e passare il tempo in compagnia. Pensate che tra i palchi si giocava d’azzardo, si mangiava e ci si divertiva; qualcuno ha li dimenticato carte da gioco e pezzi degli scacchi! Oggetti particolarmente raffinati, veri e propri gioielli, sono alcuni monocoli e binocoli dalle forme più strane: una meravigliosa e piccolissima stella marine e dei barili (solo per citarne alcuni). Molto curioso quello che io chiamo “l’antesignano dell’ovetto kinder”: un uovo in avorio, delle dimensioni di un uovo reale, che si apre in due e contiene all’interno un gioco in miniatura: dei birilli con le palline.
Moltissimi sono poi i cimeli, che vanno da oggetti donati da Napoleone ad alcune attrici alla maschera funebre di Verdi e a un ciuffo della sua barba. Un’altra stanza raccoglie i ritratti delle celebrità del ‘900, tra cui l’indimenticabile Maria Callas. Prima di dirigervi al bookshop del museo, dove poi si trova l’uscita, percorrete la breve scalinata che porta alla biblioteca e dove sono conservati molti costumi di scena; troverete un’inaspettata versione del teatro alla Scala: la miniatura in Lego realizzata con 30.000 mattoncini, posizionati uno a uno in 100 ore di lavoro distribuite in 6 mesi da Luca Petraglia, membro dell’associazione Itlug (Italian Lego Users Group) con la collaborazione di Stefano Milanetto.

Museo del Teatro alla Scala,
Largo Ghiringhelli 1, piazza della Scala, 20121 Milano
Orari: tutti i giorni ore 9:00 – 12:30 (ultimo ingresso ore 12:00) e 13:30 – 17:30 (ultimo ingresso ore 17:00).
Prezzi: intero € 7, gruppi € 5, scuole € 3.

                                                                                                      Rossella

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