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Antoine de Saint-Exupéry, per un attimo è ritornato il sorriso al Piccolo Principe

"Disse la volpe: ecco il mio segreto. È molto semplice: non vedo bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.”

piccolo principeSarebbe stata una storia che forse  lo avrebbe fatto sorridere.

Antoine de Saint – Exupéry , scrittore – aviatore, era al tempo stesso puro e spregiudicato, amava teneramente la moglie Consuelo, sposata contro il volere di sua madre e che tradiva con altre donne, che diedero alla sua poetica una sensibilità tutta femminile, che traspare nel suo capolavoro Il Piccolo Principe.

Ma la sua unica vera passione fu il volo, che era per lo scrittore l’unico e vero completamento alla sua vita, che gli consentiva di guardare il mondo con gli occhi di un bimbo ancora innocenti.

Saint – Exupéry se n’è andato il 31 luglio 1944, trascinato nelle acque del mar Mediteranno dalle onde di un destino più grande di lui.

Per anni sono state fatte le ipotesi più dispariate sulla sua scomparsa, da una scomparsa volontaria all’attacco di due aerei tedeschi che lo avrebbero colpito per vendicarsi del fatto che si fosse preso gioco di loro.

Ma nel 2008 una spedizione francese, partendo dal ritrovamento di un braccialetto rinvenuto nella rete di un pescatore  nel 1998 nelle acque del mare di Marsiglia, ha scoperto i resti dell’aereo dell’aviatore francese e in seguito è stato trovato negli archivi dell’aviazione tedesca il nome del pilota tedesco che in quel lontano giorno d’ estate si rese responsabile della morte di uno degli scrittori per ragazzi più famosi del mondo, l’autore del Piccolo Principe.

Oggi finalmente quel soldato, Horst Rippert,  rintracciato in Germania dagli avvocati degli eredi dello scrittore, ha avuto un incontro solo per pochi intimi con il nipote di Saint – Exupéry, Francois d’Agay, presidente dell’associazione Antoine de Saint - Exupéry pour la jeunessee.

E si sono stretti la mano, quei due uomini rispettivamente di 88 e 91 anni, che si sono raccontati quelli che si dovevano raccontare.

Come il fatto che il giovane Horst aveva letto tutti i romanzi di Saint – Exupéry prima di quel giorno fatale dell’estate 1944, quando, dopo 28 vittorie e una sconfitta, tagliò per sempre le ali allo scrittore francese, che fotografava immagini e sensazioni come nessun altro sapeva fare.

Il Piccolo Principe, un libro senza tempo, senza confini, senza nazionalità.

Partendo dal suo asteroide B612, il Piccolo Principe è arrivato in quasi ogni paese del mondo, è stato tradotto in 270 lingue e dialetti, ha fatto sorridere e soprattutto riflettere diverse generazioni.

“E’ un libro che cambia la vita di chi lo legge. Ci sopravvivrà, andrà sempre più lontano” dice il suo editore, che al di là dell’inestimabile valore commerciale, considera il libro un gioiello di famiglia.

Paola Montonati

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