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Arnoldo Mondadori: l’uomo che inventò gli Oscar

Nel mondo Oscar vuol dire due cose: la statuetta di Hollywood  e i tascabili di Mondadori.
 
Arnoldo Mondadori
Arnoldo Mondadori nasce a Poggio Rusco, un piccolo paese della campagna mantovana, il 2 novembre 1889. 
Di famiglia contadina, fin da giovane fu un grande appassionato della letteratura a lui contemporanea, leggendo avidamente autori come Edmondo De Amicis e Victor Hugo.
Nel 1907, dopo aver lavorato come garzone di drogheria per alcuni anni, Arnoldo acquistò il suo primo torchio, dando cosi vita a quella che col passare degli anni sarebbe diventata la prima casa editrice italiana, la Mondadori.
I primi anni furono difficili per il giovane editore, che dovette vedersela con la concorrenza dei suoi rivali, come la Baldini & Castoldi, e le enormi difficoltà di approvvigionamento del materiale necessari per la stampa dovute allo scoppio della prima guerra mondiale. 
Ma Arnoldo non si arrese mai, grazie anche al supporto della moglie Andreina e del cognato Tomaso Monicelli, giornalista e scrittore nazionalista, che fu uno dei suoi più cari amici.
Il dopoguerra vide la Mondadori intenta a pubblicare le sue prime collane di un certo rilievo, che erano rivolte ad un pubblico infantile, come La Lampada e Enciclopedia dei Ragazzi Mondadori, oppure a quello femminile, con I Romanzi di Oggi e La Biblioteca Romantica.
Nello stesso periodo Arnoldo varò la collana Le Scie, dedicata alle biografie di personaggi illustri con titoli come Dux di Margherita Sarfatti e i Colloqui con Mussolini di Emil Ludwig.
Grazie all’inventiva di Alberto Tedeschi, nel 1929 la Mondadori con La strana morte del Signor Benson di S. S. Van Dine diede inizio all’avventura dei Gialli Mondadori, che in breve divennero il simbolo del giallo mondiale e italiano grazie anche all’inconfondibile cerchio rosso che racchiudeva l’immagine della copertina.
 
Arnoldo Mondadori
Ma è stato  nel 1933 che Arnoldo lanciò la collana che lo renderà l’editore più famoso del fascismo; infatti ecco i primi titoli della Medusa che, con la copertina verde e il logo ideato da Bruno Angioletta, lanciarono i più grandi romanzi stranieri in Italia con traduttori come Ervino Pocar e Anna Banti, mentre contemporaneamente debuttarono nelle edicole Topolino e i Romanzi della Palma.
La seconda guerra mondiale fu per Mondadori un periodo difficile, poiché nel 1943 venne costretto ad emigrare in Svizzera con la moglie e i figli mentre la sua azienda fu requisita dalla Repubblica di Salo.
Con la fine delle ostilità l’editore tornò in Italia dove riprese ben presto a pubblicare con l’entusiasmo di sempre.
Le collane si moltiplicarono con titoli come I libri del pavone, La Biblioteca Moderna Mondadori, Gli Omnibus, i Narratori Italiani, il Bosco, Urania, mentre nel 1960 iniziò con il Club degli Editori la vendita per corrispondenza dei libri.
 
Gli ultimi fuochi furono  la creazione nel 1965 degli Oscar, che in poco tempo da collana solo per le edicole diventarono una presenza fissa nelle librerie italiane sostituendo l’ormai vetusta Medusa e la nascita nel 1969 dei Meridiani, che con le sue antologie di capolavori della letteratura mondiale e l’elegante rilegatura in pelle blu entrò nel cuore del pubblico.
 
Molto anziano e malato da tempo, Arnoldo Mondadori si spense a Milano l’8 giugno del 1971.
 

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