Belloveso, chi era costui?

bellovesoProbabilmente qualcuno ne avrà sentito parlare, soprattutto se residente nella zona di Niguarda, poiché la piazza dove sorge la parrocchiale è titolata proprio a costui. Per sapere chi era questo personaggio dobbiamo risalire al tempo dei Galli, che erano un insieme di popolazioni celtiche.

Siamo nel 600 a.C. Pare che il Belloveso sia stato, almeno così lo definisce lo storico Tito Livio, un principe e che abbia fondato la nostra città di Milano. Questo principe Gallo attraversò le Alpi e vari territori, sino ad arrivare nella Pianura Padana. Come sappiamo la Pianura Padana si estende lungo l’Italia settentrionale e comprende parte delle regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Ivi giunto fece conoscenza con la popolazione degli Insubri che già sostavano sul territorio, per cui cercò una zona più a sud dove potersi stabilire.

Il fato volle che nel suo viaggio alla ricerca del sito, dove piantare l’accampamento, il Gallo notasse una scrofa di cinghiale con un folto pelo molto lungo sulla parte anteriore del corpo, la così detta scrofa semilanuta, che, guarda il caso, era lo stemma immagine che portava sul suo scudo. Da qui a ritenere che fosse un presagio divino, il passo fu breve, difatti Belloveso decise che in quel luogo sarebbe sorta una nuova città, il cui nome doveva essere Mediolanum – lana di mezzo – città di mezzo, tuttavia questa interpretazione è contestata, poiché si tende a dare credito a chi sostiene che il significato sia di “ Santuario centrale”, avvalorando così la teoria di chi ritiene che il viaggio di Belloveso sia legato a riti religiosi. In ricordo di quest’avvenimento, che in mancanza di prove certe possiamo definire leggendario, anche perché ad esempio Bernardino Corio, storico del 1500, sostiene una versione diversa, così come Plinio il Vecchio, o di chi afferma che il vero fondatore di Milano sia Brenno, in piazza dei Mercanti si può osservare un bassorilievo raffigurante l’animale posto su un capitello del Palazzo della Ragione. Se poi ci si reca in un cortile interno di Palazzo Marino, si può osservare la medesima figura. Questo personaggio che  ha avuto un ruolo, leggendario o meno, per la nostra città,  ritengo giusto averlo citato.

Allora Milano chi l’ha veramente fondata? Per saperlo con sicura esattezza dobbiamo attendere la costruzione della macchina del tempo, nel frattempo atteniamoci ai vari studiosi i quali ci dicono che le prime popolazioni furono i Liguri, ben 1500 anni prima di Cristo; a questi seguirono gli Insubri, e poi i più progrediti Etruschi. Se ci affidiamo all’archeologia, questa ci informa che i più antichi ritrovamenti di Milano, sono Golasecchiani. La cultura di Golasecca, comune in provincia di Varese presso il fiume Ticino, è da far risalire all’età del Bronzo finale, per cui questo da valore alla presenza celtica a Milano. Sono stati fatti dei ritrovamenti come una tipica fibula ad arco serpeggiante – fine VI inizio V secolo a.C. -, un pendaglio a secchiello proveniente dagli scavi di Palazzo Reale e via Moneta, durante i quali sono venuti alla luce i livelli d’insediamento. Milano era un’aerea di circa 12 ettari, che sorgeva intorno alla piazza del Foro di epoca romana, corrispondente all’attuale Biblioteca Ambrosiana e tra le attuali piazza Pio XI, San Sepolcro, via Meravigli, piazza Duomo e via Valpetrosa. L’archeologia può aiutare molto nel conoscere la storia di una città, tuttavia anche un po’ di poesia non guasta, per cui diamo spazio anche al signore principe Belloveso.

Il Barbapedana

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