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Dario Ballantini: le sfumature del talento

Dario-BallantiniInaugura stasera, a Milano, la mostra Identità artefatte di Dario Ballantini: uno, anzi tanti, dei volti più amati della televisione italiana. Abituati a vederlo indossare i panni dei personaggi più celebri e chiacchierati della società contemporanea, dimentichiamo l’uomo celato dietro quelle superbe imitazioni. Attraverso queste righe vorrei, insieme a voi, iniziare a conoscerlo. Vi assicuro, ne vale davvero la pena. Tolti i capelli impomatati di Valentino, la voce roca di Vasco, la calda gestualità di Morandi e la minigonna della Brambilla, ecco a voi a sorpresa: un uomo poliedrico, impegnato altresì in una carriera da pittore.

Livornese, classe 1964, fin da bambino Dario respira arte: il padre e due zii appassionati di pittura, il nonno attore teatrale. Durante gli anni di liceo, come me, come tanti adolescenti, fa scarabocchi sul diario, a lui però vengono bene. Capace di cogliere i tratti peculiari di chi lo circonda, fa caricature dei compagni, dei professori e ritratti di personalità ammirate: Tenco, Pasolini e Totò.

Affascinato da Guttuso, Picasso e soprattutto da Modigliani si dedica alla pittura. Affianca a questa un estro da palcoscenico che coltiva, dopo il diploma, esibendosi in teatri, cabaret e in tv. Per tutti gli anni ’80 espone come pittore (con tele dapprima neorealiste poi di stampo espressionista), lavora come attore teatrale e cinematografico, come comico e imitatore nelle sedi più disparate.

Un artista a trecentosessanta gradi, dunque! Le sue doti non restano disgiunte, bensì s’intrecciano: pensate che Dario, nei suoi spettacoli da trasformista, realizzava autonomamente i complessi trucchi che prima studiava con schizzi.

Gli anni ’90 segnano da un lato l’ingresso a Striscia la Notizia e dall’altro un periodo di crisi nella sfera pittorica. Decide, infatti, in seguito a infelici critiche, di abbandonare le esposizioni, continuando comunque a dipingere. Il successo come comico invece si concretizza, dopo una lunga gavetta, nel ’98 con il personaggio di Valentino, apprezzatissimo e  “ciao cara” o meglio “ciao cava” diventa una frase cult. Dal Valentino stilista passa, con agilità e maestria, alla genuinità del Valentino motociclista. Senza pari anche le imitazioni dei politici tra cui La Russa , Maroni e Alfano e numerose altre, sempre ben riuscite.Ballantini valentino

Tra le mie preferite c’è quella di Gino Paoli. In quel flusso ironico di pensieri, quelle frasi a metà e quei vagheggiamenti s’ individua una profondità d’animo e una malinconia che rende, a mio avviso,  estremamente vicini l’attore e il cantautore.

Dal 2000 circa, ritrova fiducia nella sua attività d’artista e ricomincia ad esporre. Il suo talento viene finalmente riconosciuto da galleristi italiani e non solo. Sostenuto da importanti critici, Achille Bonito Oliva su tutti, partecipa a numerose collettive e personali. Ci regala opere di forte impatto visivo, dai titoli esistenzialisti e pochi colori accessi, dove mai viene a mancare la presenza dell’uomo. Ve ne parlerò più ampiamente dopo aver visitato la mostra.

Privato di tutte le sue esilaranti maschere è un uomo dalle mille sfumature, realizzato anche nel privato come marito e padre è capace di divertire il grande pubblico e di emozionare le più ristrette élite di fruitori. Bravo Dario!

Questa sera alle 18.30 in via Pisacane, 36,l’inaugurazione è aperta a tutti, sarà presente l’artista. 

Anna Curci

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