Fiuto Rama - l'arte dello stupore urbano

Fiutorama 2 640x640Villa Necchi Campiglio, Via Tortona, Corso di Porta Ticinese, Brera. Questi, tra mille altri, i luoghi d'interesse in cui probabilmente avrete fatto caso alla capillare presenza di adesivi a mo' di faccina con sorrisone e naso a punta che altro non sono che la firma di Fiuto, giovane promessa (o già certezza) dell'arte milanese.

Le sue faccine-logo, simbolo grafico volutamente semplice e riconoscibile, forse versione più contemporanea dello smile anni Ottanta, sono talmente ovunque da far quasi pensare che si tratti di un'operazione pubblicitaria di guerrilla marketing. Il brand, invece, è l'artista stesso, e i suoi adesivi il segno, non solo della sua presenza sul territorio urbano, ma anche di una sua impulsiva denuncia del banale e dell'ovvietà in una città avvertita erroneamente e passivamente come tutta uguale. Il passante, di fronte a tale presenza massiva e sistematica di faccine e non solo (Fiuto utilizza anche altre forme di spiazzamento e rottura), diventa spettatore e protagonista a sua insaputa di una situazione surreale, di un iconico invito a vivere la realtà e la città come occasioni di stupore.

Fiuto appone la sua firma-logo su manifesti pubblicitari, pareti informi, fotografie di personaggi-culto, muri, panchine, cabine telefoniche, quale monito a riconsiderare il contesto urbano come latore di contenuti e simbologie nuovi. Un po' pop art (corrente la cui iconografia inevitabilmente s'ispira) un po' dada, Fiuto si fa portavoce non di un movimento o di un'avanguardia auto-referenziale, bensì di una rinnovata prospettiva, di un rinnovato spirito critico che non tratta la realtà come già data, bensì come materiale da trasformare.

Il logo di Fiuto Rama, questo il nome del "brand poetico no-global" che l'artista intende diffondere, assurge così a simbolo di ironia (nel suo senso letterale di stravolgimento logico-linguistico del già detto) e di rafforzamento del reale. L'esuberanza segnica della faccina, infatti, se prima costringe a guardare il supporto, l'elemento al quale è stata attaccata, poi invita a rifletterci e quindi a scherzarci sopra, secondo una tripla operazione già nota a tanta street art più o meno riuscita.
Fabio, o meglio Fiuto, la cui espressione del volto non è poi tanto diversa da quella della sua faccina, si aggira molto spesso in bici per la città ed è facile incontrarlo ad eventi ed inaugurazioni di tutti i tipi, ancor più se con un bicchiere di vino in mano. Ed è divertente e surreale.
Esattamente come le sue opere.

Quando si dice: l'arte è vita e la vita è arte.

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