Francesco Spinelli: nuovo Santo milanese

francesco spinelliDomenica 14 ottobre u.s., a Roma papa Francesco ha canonizzato Santo tale Francesco Spinelli, così la nostra Milano ha un nuovo intercessore. Vediamo di conoscere un po' meglio questo personaggio.

Nasce a Milano nell'aprile del 1853 da genitori bergamaschi che prestavano servizio dai marchesi Stanga, famiglia nobile del XII secolo, come maggiordomo e cameriera. Francesco fu battezzato nella basilica di Sant'Ambrogio con i nomi di Francesco Giovanni Ildefonso, anche se dai famigliari era chiamato col nomignolo di Cecchino. Inviato dai genitori a Verdello, sempre in provincia di Bergamo, da una zia della madre per allontanarlo dalla nuova presenza austrica, Cecchino crebbe al sicuro. Dalla zia iniziò a frequentare la Parrocchia, innamorandosi sempre più di ciò che faceva il sacerdote. Intanto i genitori si erano trasferiti, con la famiglia dei marchesi a Vergo, nei pressi di Besana Brianza, e richiamarono a se Francesco. La madre effettuava spesso visite ai poveri e ammalati, e in famiglia l'aspetto religioso era molto presente. La famiglia Stanga decise di spostarsi in altro luogo, e così i genitori decisero di iscrivere il figlio al collegio di Cremona per frequentare la scuola elementare. Quando rientrò in famiglia iniziò a prendere lezioni di latino, per poi essere inserito nel collegio Sant'Alessandro di Bergamo. Durante la sua permanenza cadde dal letto subendo una lesione alla colonna vertebrale, per cui fu accolto in casa dallo zio Pietro, poi per le vacanze tornò, munito di stampelle, nella casa di Vergo. Un giorno, mentre pregava davanti alla statua della Madonna de la Salette, sentì un impulso a lasciar cadere a terra le due stampelle, e subito si mise a camminare come se nulla fosse successo. Questo fatto portò Francesco a cercare un modo per ripagare la Madonna di questo dono ricevuto, e così, terminati gli studi, decise di diventare sacerdote. Nel 1871 Cecchino fu ammesso al primo anno di Teologia nel Seminario diocesano di Bergamo.

Durante questo periodo Francesco si prodigò per insegnare gratuitamente a bambini, giovani e ragazze che non potevano permettersi lo studio il saper leggere, scrivere e far di conto. Il 17 ottobre del 1875 fu ordinato sacerdote nella chiesa di Gavarno Vescovado, rito che si dovette ripetere in privato per un errore compiuto dal vescovo. Per le feste natalizie si recò a Roma per il Giubileo dove, nella basilica di Santa Maria Maggiore ebbe una visione. Tornato a Bergamo continuò a collaborare con don Palazzolo e con lo zio, divenendo anche insegnante nel collegio di Sant'Alessandro. Si dedicò anche alla confessione e alla predicazione, e proprio in occasione di una predicazione conobbe Caterina Comensoli, cameriera presso la contessa Ippolita Fé d'Ostiani, ma consacratasi a Dio nella Compagnia di Sant'Angela Merici. Francesco e Caterina avevano una speranza comune, riuscire a fondare un Ordine religioso, precisamente l'Ordine delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento, desiderio che si concretizzò nel giugno del 1885, con l'apertura della prima Casa, cui ne seguirono altre. Purtroppo, non per sua responsabilità, fu obbligato a presentare istanza di fallimento e lasciare la Casa madre, per essere condotto alla Casa del Clero. Sorte che subirono anche le suore, che nel frattempo erano molto aumentate di numero. Riuscirono tuttavia a erigersi in congregazione autonoma, mantenendo però il nome originario. Nel 1912 la sua salute era molto peggiorata e, prima di morire, perdonò chi gli aveva fatto del male raccomandando di pregare per loro.

Nel marzo del 1928 fu avviata la causa di beatificazione in riconoscenza delle sua virtù e così Papa San Giovanni Paolo II lo dichiarò venerabile, era il 1990. Successivamente furono riconosciuti due miracoli attribuiti a Francesco Spinelli. Il primo a favore di tale Agostina Figaroli di Costa Volpino, la quale in un incidente cadde in un paiolo di acqua bollente, riportando ustioni di primo, secondo e terzo grado e caduta in coma. I medici affermarono che a causa dei danni riportati, non avrebbe più potuto diventare mamma.

Due suore gli posarono sul petto una immagine del loro fondatore, appunto lo Spinelli, e questa si riprese chiedendo da mangiare e della propria madre, non solo, ma riuscì ad avere ben tre figli. Il secondo miracolo fu a favore di Ambrozo Maria  Diaz a Kinshasa nel 2007 dove, per un incidente, non si riusciva a effettuare una trasfusione di sangue. Una suora chiese allora l'intercessione di Francesco, e fu così che il piccolo bimbetto riuscì a essere salvato da morte certa. Ovviamente questi due miracoli hanno permesso la sua elevazione a Santo.

Un nuovo Santo milanese.

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