Gianni Colombo tra classico e sperimentale

gianni colombo 1Fratello di Joe, artista originalissimo che desiderò sperimentare nuove tecniche, che cercò di far interagire il visitatore con le sue opere, che volle tentare di abolire la distinzione tra scultura, pittura e architettura.

Secondo genito di una famiglia di imprenditori milanesi, Gianni Colombo nacque a Milano il 1 gennaio del 1937.

Dopo aver trascorso un’infanzia tranquilla, nel 1955 l’adolescente Gianni iniziò ad interessarsi al mondo dell’arte, tanto che presto cominciò a dedicarsi alla pittura e alla ceramica con alcuni lavori di grande pregio artistico.

Negli anni successivi Colombo frequentò i corsi di pittura alla Accademia di Brera, per poi lavorare nello studio di Davide Boriani e in uno adiacente all’appartamento del fratello Joe, mentre allo stesso tempo partecipò alle mostre di Faenza e Gubbio con i suoi lavori in ceramica.

Contemporaneamente  cominciò a lavorare alle sue prime opere astratte, che nel 1959 vennero esposte in una collettiva presso la galleria Azimut di Milano, con quelle dei suoi colleghi Gabriele Del Vecchi e Giovanni Anceschi, con cui avrebbe fondato alla fine dell’anno il gruppo T, noto per le  perfomance collettive dette Miriorama (da mille immagini) e con lo scopo di abolire la distinzione tra scultura, architettura e pittura.

La prima esposizione del Gruppo T avvenne nel 1960, presso la galleria Pater di Milano, in cui Colombo presentò le Superfici in variazione e i Rilievi intermutabili, che avrebbero dovuto essere attivare dallo stesso spettatore con la pressione di un singolo pulsante.

Inoltre, il giovane artista elaborò nello stesso periodo delle nuove strutture percettive, che comprendevano giochi di luce sul del plexiglass, schermi perforati rotanti e proiezioni di luce su degli specchi posti in vibrazione.

Dal 1963 al 1965 Colombo lavorò ai Rotoplastick e alla Strutturazione fluida, creati con tecniche industriali per dare la sensazione che un oggetto avesse lo stesso valore, anche se riprodotto in migliaia di copie.

Nel 1967 Colombo progettò lo spazio elastico, un ambiente che accoglie lo spettatore con una serie di tracciati immaginativi che si prestano a interpretazioni diverse.

Con l’arrivo degli anni Sessanta Gianni iniziò ad interessarsi alla commutazione dei pattens con una serie di generatori elettronici, mentre contemporaneamente lavorò agli ambienti Bariestesia, presentato nel 1975 allo Studio Marconi di Milano e Topoestesia – Pilastri, che venne presentato a Ravenna nel 1978.

gianni colombo 2Inoltre, nel 1979 creò il progetto del parco per bambini Borgotondo, nei pressi di Mirandola.

Negli anni Ottanta l’artista continuò ad essere attivo su più fronti, come docente all’Accademia di Belle Arti di Milano, lavorando alla serie Architetture cacogoniometriche – archi e Catastrofetture e tenendo numerose mostre in Italia e all’estero.

Il suo ultimo lavoro fu  lo Spazio diagoniometrico, una serie di coni di carta fotografica mossi da dei motori elettrici.

Il 3 febbraio del 1993, a soli 56 anni, Gianni Colombo morì all’ospedale di Melzo, dove era stato ricoverato in gravi condizioni solo pochi giorni prima.   

 

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