Gino Bramieri

gino-bramieriQuesta pagina la voglio dedicare a un protagonista della vita milanese, appunto a Luigi Bramieri detto Gino. Nasce a Milano, in una casa di ringhiera di Corso Garibaldi, nel giugno del 1928 e muore, sempre a Milano, nello stesso mese del 1996. Attore e comico italiano della televisione e del cinema, anche se la sua carriera lavorativa inizia come fattorino presso la Banca Commerciale Italiana.

Tuttavia il suo destino prevedeva altri lidi, e, infatti, nel 1943 avviene il suo debutto come artista in uno spettacolo a favore degli sfollati nella piazza di Rovellasca, che è un comune della provincia di Como. Con lo spettacolo, al teatro Augusteo di Milano, “Cretinopoli”, Bramieri fa il suo debutto teatrale, anche se dicendo una sola battuta. È però al teatro Anteo che il nostro debutta a uno spettacolo con pubblico pagante, dal titolo “Brabito”, che sono le iniziali dei cognomi dei tre protagonisti. Bramieri sapeva creare con maestria, personaggi e macchiette, che poi metteva abilmente in scena, altra sua specialità erano le barzellette, che sapeva raccontare con il giusto brio, provocando ilarità negli ascoltatori, anche se la barzelletta era di una sola battuta. Ne conosceva moltissime e di tutti i generi, tanto che furono oggetto di pubblicazione in più volumi. Chi si ricorda, come me, del famoso Carosello serale alla tivù, rivede il Bramieri nella nota pubblicità del Moplen, che è una materia plastica. Ovviamente il suo curriculum è molto più corposo, infatti, ha interpretato più di trenta film, affiancando attori come Totò, Peppino de Filippo, Aldo Fabrizi, Raimondo Vianello e altri. Anche la televisione gli ha dato notorietà, lo ricordo né “L’amico del giaguaro”, con Corrado; o, ancora, “Il signore ha suonato”?

“Punto e basta” e altri. Con Mediaset lo incontriamo nei panni di Nonno Felice, con ben 77 episodi. Il teatro leggero è stato però il suo cavallo di battaglia, come non ricordare "Anche i bancari hanno un’anima", o, "La vita comincia ogni mattina", e altri ancora di successo. Non solo cinema e televisione, ma anche la radio lo vede protagonista negli ultimi anni sessanta con il varietà radiofonico “Batto quattro”, a firma Terzoli e Vaime, dove creò l’indimenticato milanesone un po’ “bauscia”, il Carugati.

Non posso dimenticare la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 1962, dove, come comico, presentò i brani “Lui andava a cavallo”, e “Pesca tu che pesco anch’io”.

In zona Porta Nuova gli è stata dedicata una via, e sulla stele del Famedio al cimitero Monumentale, è stato inciso il suo nome. Un altro milanese che ha fatto onore alla città meneghina. Nel terminare questo scritto- ricordo, non posso non citare almeno due sue barzellette tra le centinaia e centinaia del suo repertorio.

- Una vedova si presenta in paradiso: “ scusi San Pietro, conosce mio marito?

Può essere figliola, che tipo è?

È un tipo estremamente geloso; pensi che prima di morire mi ha detto: se mi tradirai, mi girerò nella tomba.

Ah, lo conosco... qui lo chiamano trottola”.

- Senti Giovanni, ho saputo che vai dicendo in giro che sono un cretino e la cosa non mi garba affatto.

Scusami, non sapevo che volevi mantenere il segreto.

Il Barbapedana

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