Giovanni Testori: il cantore della Milano degli emarginati

giovanni testoriDal 3 al 22 settembre, la Biblioteca Sormani, presso il corso di Porta Vittoria al numero 6, ospiterà la mostra “Le copertine di Testori: da Albe Steiner a John Alcorn”

E’ l’occasione per ricordare la figura mai dimenticata di uno dei più grandi scrittori del 900 milanese.  Giovanni Testori nacque a Novate Milanese, un piccolo centro dell’hinterland lombardo, il 12 maggio del 1923.

Terzogenito di una famiglia proveniente dall’Alta Brianza, fin da subito il piccolo Giovanni dimostrò un profondo interesse verso la scritture e soprattutto verso gli emarginati dalla buona società, a cui avrebbe dedicato pagine memorabili.

Dopo  le scuole elementari e medie, nel 1934 Giovanni si iscrisse al Liceo Classico del Collegio Arcivescovile San Carlo di Milano, anche se inizialmente trovò numerose difficoltà ad adattarsi a causa del suo atteggiamento chiuso e della sua propensione a parlare in dialetto.

Tuttavia riuscì a superare tutti gli ostacoli, tanto che iniziò ad occuparsi di pitture e di testo, oltre a pubblicare sulla rivista “Via Consolare” una serie di saggi sia sull’arte contemporanea,  che su pittori come Giorgione e Segantini.

Durante la seconda guerra mondiale, mentre Milano era sotto le bombe, Giovanni iniziò a scrivere il suo primo dramma "Cristo e la donna”, che restò inedito fino a oggi.

Con la fine delle ostilità, Testori riprese a collaborare con varie riviste, scrivendo articoli sulla storia dell’arte e laureandosi in Lettere all’Università Cattolica di Milano.

Agli inizi degli anni Cinquanta iniziò  a lavorare sul racconto lungo “Il dio di Roserio”, sulle vicende pubbliche e private di un noto ciclista, che uscirà in volume nel 1953 per l’Einaudi.

Questo racconto fu solo il primo del ciclo “I segreti di Milano” che continuò con la raccolta “Il ponte della Ghisolfa” uscita per Feltrinelli nel 1958, “La Gilda del Mac - Mahon” del 1960 e i drammi “La Maria Brasca” e “L’Arlalda” del 1960, in cui il crudo realismo si stempera in una serie di accenni al surreale e al fantastico, come nel caso del delirio finale della protagonista dell’Arlalda.

Nel 1961 Testori pubblicò “Il fabbricone”, il suo primo romanzo, che venne ben accolto dal pubblico, ma non dalla critica a causa di una struttura troppo composita e lineare, che prende spunto dalla tragedia di Romeo e Giulietta, con un finale tragicomico.

Con questo romanzo si concluse anche il ciclo dei Segreti di Milano, di cui rimarrà inedito, almeno fino al 1995, il romanzo “Nebbia al Giambellino” sulla tragica storia di una giovane donna che, rimasta vedova, diventa l’amante di un giovane ricco milanese, che alla fine la uccide.

testori 2Dopo aver superato un processo per oltraggio al pudore,Testori scrisse le poesie di “I Trionfi”, uscite nel 1967, che videro una svolta nella sua narrativa, divenuta anche religiosa e non solo realistica, con evidenti richiami alla pittura.

Per il teatro scrisse “La monaca di Monza” nel 1968 e il monologo “Erodiade” nel 1969.

Gli anni Settanta videro Testori, sempre più impiegato con il giornalismo e il teatro, scrivere la trilogia teatrale “Ambieto”, “Macbetto” e “Edipus”, che rilegge in chiave tragicomica e moderna personaggi come Amleto, Macbeth e Edipo.

Ma nel 1977 la morte della madre spinse lo scrittore a lavorare su una serie di testi dedicati alla rapporto con Dio e con l’uomo, “Conversazione con la morte”, “Interrogatorio a Maria” e “Factum Est”, accolti con successo dalla critica e dal pubblico.

Nel 1986 Testori incontrò l’attore e regista Franco Branciaroli, per cui scrive una serie di monologhi, tra cui spiccano “Confiteor”, “In exitu” e “Verbò”, che analizzano con spietato rigore la società milanese degli anni Ottanta, con nel caso di In exitu, cronaca delle ultime ore di vita di un tossicodipendente alla stazione centrale di Milano.

Agli inizio degli anni Novanta lo scrittore fu colpito da un tumore ai polmoni, ma non smise mai di lavorare, progettando nuovi romanzi e lavorando ad una nuova serie di monologhi, fino a quando  morì il 16 marzo del 1993. 

 

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