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Ildefonso Schuster: un cardinale dal cuore antico

schuster 1 Nato a cavallo tra due mondi, quello tedesco e quello italiano, il cardinale Ildefonso Schuster ha dedicato a Milano ben venticinque anni della sua vita, guidandola    durante il fascismo e la seconda guerra mondiale.

Unico figlio di una coppia di sarti tedeschi cha lavoravano per il Vaticano, Alfredo  Ildefonso Schuster nacque a Roma il 18 gennaio del 1880. A causa della scomparsa prematura del padre, il piccolo Schuster venne ammesso  presso lo Studentato di San Paolo fuori le mura, grazie all’interessamento del  barone Pfiffer d’Altishofen, un caro amico di famiglia.

Fin da subito il giovane si dimostrò particolarmente dotato per gli studi, tanto che si    laureò in filosofia presso il collegio Pontificio di Sant’Anselmo, per poi diventare  monaco benedettino, fino a quando il 19 marzo del 1904 non venne consacrato sacerdote.

Subito dopo, Schuster iniziò a ottenere incarichi importanti presso la confraternita benedettina dell’abbazia di San Paolo fuori le mura, e in poco tempo, da semplice procuratore generale della Congregazione Cassinese diventò, nel 1918, l’abate ordinario della chiesa.

Inoltre in quello stesso periodo il giovane monaco entrò a fare parte dell’organizzazione Amici Israel, che combatteva in tutte la sua forma l’antisemitismo e il razzismo presenti nella società italiana.

La svolta fondamentale nella vita di Schuster avvenne il 26 giugno del 1929, quando venne nominato dal papa Pio XI nuovo arcivescovo e cardinale dell’arcidiocesi di Milano, succedendo a Eugenio Tosi,  scomparso nel gennaio di quello stesso anno.

Appena arrivato nel capoluogo milanese, il nuovo arcivescovo si trovò a fare i conti con una situazione alquanto difficile, complicata dal fatto che Milano viveva in uno stato di terrore, dovuto a continui e sanguinosi attentati degli anarchici.

Tuttavia Schuster non si perse d’animo e subito si diede da fare per rivitalizzare la diocesi, fondando l’Unione Diocesana Decorati Pontifici (ADAS) che riuniva tutte quelle personalità laiche e religiose che avevano ottenuto almeno una onorificenza pontificia.

Come modello per il suo episcopato il cardinale si ispirò principalmente a San Carlo Borromeo, di cui era un fedele devoto.

Sempre attivo e pronto ad aiutare che avesse bisogno del suo aiuto, Schuster svolse ben cinque visite pastorali nella varie parrocchie che si trovavano nell’hinterland milanese, diventando in poco tempo una delle personalità più amata e stimate della comunità milanese.

Inoltre scrisse numerose lettere pastorali per il clero e il popolo, lasciò numerosi e precisi appunti sulla gestione delle Messe e ospitò a Milano ben due congressi eucaristici, oltre a numerosi sinodi diocesani.

Sempre per conto del Papa, nel 1935 il cardinale fece edificare il seminario Teologico e Liceale di Venegono Inferiore, che diedero un nuovo impulso alle vocazioni spirituali nell’area di Milano.

Il 13 novembre 1938 Schuster, amareggiato dall’approvazione delle leggi razziali fasciste, pronunciò dal pulpito del Duomo di Milano un'omelia che era un violento atto d’accusa contro il fascismo e tutto quello che rappresentava.

Al fianco del cardinale si schierò solo Sante Maggi, direttore del quotidiano cattolico L’Italia, che pubblicò il 15 novembre di quello stesso anno il testo completo dell’omelia, ma  pagò a caro prezzo questa scelta coraggiosa, infatti dovette dimettersi per salvare il giornale dalla chiusura. 

schuster 2Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Schuster fondò la Carità dell’Arcivescovo, con lo scopo di aiutare i milanesi che avevano perso tutto a causa dei continui bombardamenti.

Un altro evento importante nella vita di Schuster avvenne nel 1944, quando, su richiesta del Vaticano, interpellato dalla madre di quest’ultimo, salvò la vita di Indro Montanelli, allora prigioniero dei tedeschi e con il rischio di essere condannato a morte.

Ma grazie all’intervento del cardinale, il giornalista riuscì a fuggire in Svizzera.

Nel 1945, dopo la caduta della Repubblica di Salò, il cardinale propose a Mussolini di chiedere asilo politico nell’Arcivescovato, per poi consegnarsi agli Alleati, ma il duce rifiutò l’offerta e cercò di fuggire in Svizzera.

Pochi giorni dopo, quando i corpi di Mussolini e Claretta Petacci vennero appesi in Piazzale Loreto, fu lo stesso Schuster, sfidando la folla inferocita e rabbiosa, a dare la benedizione alle salme.

Ormai solo, vecchio e malato, il cardinale si spense presso il seminario di Venegono, dove stava trascorrendo una breve vacanza, il 30 agosto del 1954.

Al suoi funerali vi fu una folla immensa di milanesi, che erano venuto ad omaggiare quell’uomo semplice che tanto aveva fatto per la loro città.

Dop un lungo iter di canonizzazione, il 19 marzo del 1996 Giovanni Paolo II proclamò il cardinale Schuster beato, con memoria liturgica il 30 agosto.

Nel 2006 l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID) lo ricordò con una borsa di studio, mentre il parco che si trova presso San Paolo fuori la mura è stato rintitolato a suo nome.  

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