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Lavinia Mazzucchetti: una germanista milanese

lavinia mazzucchetti 1Una grande donna, nella Milano degli anni venti, che ha fatto conoscere  i classici della letteratura tedesca in Italia.

Secondo genita del giornalista e scrittore Augusto, Lavinia Mazzucchetti nacque a Milano il 6 luglio 1889.

Dopo aver frequentato il ginnasio e il liceo,  conseguì nel 1907 il diploma presso il liceo Beccaria di Milano.

Nel 1910 la famiglia Mazzucchetti perse il primogenito Mario, che morì a soli 23 anni a causa del tifo, un anno dopo Lavinia si laureò con il massimo dei voti in Lettere e Filosofia alla Regia Accademia Scientifico – Letteraria di Milano, con la tesi “Schiller in Italia” che le permise di conseguire un diploma di Magistero superiore.

Subito dopo la Mazzucchetti iniziò a lavorare nelle scuole medie come insegnante, mentre contemporaneamente, con una serie di corsi estivi in Germania, approfondì il suo interesse per la lingua e cultura tedesca.   

Nel 1913 venne assunta  come giornalista per il quotidiano “Il Secolo”, incarico che mantenne fino al 1921, mentre durante la prima guerra mondiale lavorò anche  come lettrice per i ciechi di guerra.

Dopo la fine del conflitto,  continuò a collaborare con le riviste più importanti del panorama culturale italiano, in parallelo al  suo lavoro di insegnante di lingua tedesca.

Nel 1927, grazie all’amicizia con Arnoldo Mondadori, Lavinia diventò la consulente della casa editrice per i narratori di lingua tedesca, collaborando con la traduzione alla scoperta di nomi importanti come Thomas Mann, a cui restò legata per tutta la vita, Hermann Hesse, Hermann Bloch, Robert Musll, Robert Walzer e Joseph Roth.

Inoltre, nel 1929  collaborò con la collana “Narratori nordici” al catalogo dalla neonata casa editrice Sperling & Kupfer, portando in Italia autori tedeschi ed austriaci allora sconosciuti.

Da ricordare anche “Elementi di lingua tedesca” del 1931, in cui la traduttrice analizzò per le scuole i dettami del tedesco,  e la biografia “La vita di Goethe seguita nell’epistolario” del 1932, uno dei saggi più noti sulla vita dello scrittore tedesco.

lavinia mazzucchetti 2Tra il 1933 e il 1939 la Mazzucchetti cercò in tutti i modi di avvertire i circoli ebraici italiani dei pericoli dell’antisemitismo in Germania, senza però avere successo, mentre contemporaneamente lavorava per la Sansoni all’edizione definitiva delle “Opere” di Goethe, che uscì solo nel dopoguerra.

Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946 la traduttrice sposò il critico russo Waldemar Jollos e si stabilì a Zurigo, dove rimase fino alla morte del marito avvenuta nell’aprile del 1953.

Gli ultimi anni la videro impegnata in conferenze e lezioni sull’opera di Thomas Mann, oltre a scrivere saggi e articoli che verranno pubblicati in “Novecento in Germania” nel 1959 e “Cronache e saggi” uscita postuma nel 1966.

Il 28 giugno del 1965, a causa delle conseguenze di un ictus, Lavinia Mazzucchetti si spense nella sua casa di Via Podgora 11 nel centro di Milano.     

 

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