Muore Don Gallo, il prete di strada

  • Stefano Todisco

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È morto oggi a Genova don Andrea Gallo, all’età di 84 anni.

Classe 1928, riceve la vocazione a 20 anni, parte missionario per il Brasile ma ritorna in Italia a causa della dittatura carioca.

Infaticabile sostenitore dei più poveri, degli emarginati e degli sfruttati, don Gallo è fin dagli anni ’70 l’icona della protesta sociale: fonda la Comunità di San Benedetto al Porto.

Amico del tanto discusso Don Milano, Andrea Gallo era definito “il prete di strada” per la sua continua partecipazione nelle lotte al fianco dei più bisognosi di ogni colore, etnia e religione.

Sostenitore di un cristianesimo più vicino a quello delle origini che a quello del potere papale, don Gallo si è inimicato più volte le alte sfere ecclesiastiche anche a causa del suo sostegno agli ideali della sinistra comunista.

In prima linea nelle manifestazioni in piazza e nei comizi, talvolta anche in tv, sapeva dosare ironia e spessore socio-culturale toccando tematiche fondamentali come la difficoltà di trovare un impiego per i giovani, la carenza di posti di lavoro, il pericolo dell’odio razziale e dell’omofobia.

Autore di parecchi libri, il sacerdote genovese spiega nei suoi scritti come si può conciliare la vita cristiana con le lotte sociali e l’aiuto dei diversi.

Sempre col sigaro in bocca, l’ironia pronta e gli striscioni rossi o le bandiere arcobaleno, il prete di strada verrà ricordato come colui che ha avuto il coraggio e la forza di istigare ecclesiastici e politici, lobby e poteri forti, perbenismo e superficialità dilagante.

Addio, riposa in pace

 


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