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Tullia Calabi in Zevi

tullia calabi zeviNel proseguire gli articoli su personaggi milanesi, questa volta dedico l’articolo a Tullia Calabi in Zevi. Nasce a Milano il 2 febbraio 1919, da una famiglia della borghesia ebraica, la mamma era una Bassani, il padre Giuseppe era un famoso avvocato milanese.

Giornalista e scrittrice italiana di fama mondiale. All’Università di Milano studiò filosofia, frequentando anche il nostro Conservatorio. Alla promulgazione delle infauste leggi razziali, la giovane si trovava con la famiglia, per una vacanza, in Svizzera da cui si trasferì in terra francese, iscrivendosi alla Sorbona di Parigi. Quando purtroppo la seconda guerra mondiale interessò anche la Francia, con la famiglia emigrò negli Stati Uniti dove, oltre a continuare gli studi, suonava l’arpa con diverse orchestre.

Nel dicembre del 1940 sposò, a New York, lo storico, architetto e critico d’arte Bruno Zevi, col quale ebbe due figli, Luca e Adachiara. È in questa città che iniziò la sua carriera di giornalista, tanto che nel dopo guerra fu inviata come corrispondente al Processo di Norimberga. Rientrata in Italia si stabilì nella città di Roma. Per più di trent’anni fu corrispondente per un quotidiano israeliano, collaborando con il londinese The Jewish Chronicle.

Nel 1983 divenne presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, mentre nel 1992 fu candidata italiana per il premio “Donna europea dell’anno”, e il Presidente delle Repubblica la insignì del titolo di Cavaliere di Gran Croce, la massima onorificenza italiana. Trascorrono due anni e alla Zevi è assegnato il Premio Nazionale Cultura della Pace, mentre nel 1998 fu eletta membro della Commissione per l’Interculturalismo del Ministero dell’Istruzione e membro della Commissione Italiana dell’Unesco.

Nel 2007 la Zevi scrive, insieme alla nipote, la propria biografia, intitolata Ti racconto la mia storia. Dialogo tra nonne e nipote sull’ebraismo. Un libro che gli studenti, ma non solo, dovrebbero leggere e riflettere.

Nel mese di aprile del 2011 Radio 3 ripropone le quattro puntate de “Le musiche della mia vita”, in cui la giornalista e scrittrice ripercorre le tappe della propria vita accompagnandole con le musiche più care.

Termino citando alcune sue parole, dice la Zevi: “dovremmo cercare di trarre delle conclusioni da un’esperienza che ha travolto milioni di essere umani e capire perché si debba conoscere questa storia, e quale lezione potremmo avere da questo passato”. Parole che sono più che mai attuali anche oggi.

La Zevi si spegne a Roma il 22 gennaio 2011.

Un’altra personalità cui Milano ha dato i natali.

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