Una milanese nel team del bosone di Higgs

bosone di HiggsIl bosone di Higgs, l'ultima particella elementare è stata finalmente trovata, l’esistenza della “particella di Dio”, come viene soprannominato il bosone di Higgs viene quindi confermata dal Cern di Ginevra e in parole povere è una sorta di collante che tiene insieme l'universo.

La buona riuscita di questa scoperta scientifica durata quasi mezzo secolo da quando Peter Higgs, uno fisico 35enne dell'università di Edimburgo nel 1964 lanciò l'idea che spiega perché l'universo è un luogo pieno di stelle e pianeti, di chimica e fisica, e non una zuppa informe, fatta di particelle che fuggono all'infinito senza incontrarsi mai, si deve anche grazie al contributo della scienziata italiana Fabiola Gianotti, nata a Milano e trasferitasi a Ginevranegli alla fine degli anni ’80 a seguito di una Borsa di Studio.

Con la scoperta del bosone di Higgs si completa il quadro delle 17 particelle elementari che compongono la materia a noi nota. L'ultimo pezzo mancante è stato finalmente trovato ma per i fisici riuniti al Cern l'annuncio di questa nuova scoperta rappresenta anche l'apertura di un capitolo nuovo e di nuove strabilianti scoperte sull'origine dell'universo e della materia.

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