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Aziende storiche di Milano e provincia: la Cimbali

caffe pixabayUn'azienda storica, ha ben 107, di cui vi voglio parlare è quella del Gruppo Cimbali, conosciuta per le sue macchine per caffè.

Vediamo di conoscerne un poco la storia. Tutto ha inizio quando Giuseppe Cimbali, siamo nel 1912, che di professione faceva il ramiere idraulico, apre in via Caminadella, 6 a Milano, in una piccola superficie di trenta m2, una bottega per la lavorazione del rame e per la costruzione di piccole caldaie.

Aveva alle sue dipendenze due operai. La via Caminadella è tra la via Lanzone e via Cesare Correnti, che in epoca passata si chiamava “Cammadella” e voleva indicare i camini posti sul tetto del palazzo. La produzione di caldaie, che erano a forma cilindrica e chiamate “macchine a colonna”, aveva bisogno di spazio, per cui il Cimbali si trasferisce in via Savona in un ambiente più grande. Un nuovo cliente, la Siti, che era specializzata nella produzione di macchine espresso, spinge il Cimbali a fondare la Ditta Giuseppe Cimbali – costruzioni in rame, macchine per caffè e saturatori seltz. “Rapida” è il nome della prima macchina a colonna uscita dalla Ditta, che diviene poi nota con il marchio “La Cimbali”.

Nel dopoguerra il mercato richiede nuove macchine, ed ecco allora il modello “Albadoro”, con due caldaie verticali indipendenti, questo permetteva di fornire nello stesso tempo più caffè, offrendo così hai clienti un servizio maggiore. La “Albadoro” fu rielaborata disponendola con sei caldaie e dello scaldatazze integrato. La tecnica elabora metodi nuovi, ecco arrivare l'alimentazione da resistenze elettriche, che portano a soppiantare le vecchie caldaie, così nel 1955 la società mette sul mercato la “Granluce”, la prima macchina da caffè ad avere un gruppo idraulico, che Cimbali brevetta nel 1956.

Tre anni dopo ecco un modello con l'applicazione di uno scambiatore di calore, che garantisce un bilanciamento termico della macchina. Le richieste del mercato si fanno sempre più pressanti, per cui la famiglia Cimbali decide di trasferire l'attività in un nuovo stabilimento a Binasco, a sud di Milano. Dal nuovo stabilimento, nel 1962, esce un nuovo prodotto dal design moderno a cui viene dato il nome di “Pitagora”; una macchina meno “ampollosa”, con linee pulite ed essenziali, inoltre per la prima volta è utilizzato l'acciaio inossidabile. Questa nuovo stile porta LaCimbali a vincere il premio il “Compasso d'oro”, che è il più antico e prestigioso premio di disegno industriale al mondo.

Sette anni dopo ecco che il mercato vede un nuovo modello, la “Superbar”, con soluzioni completamente automatizzate. Gli anni settanta vedono l'arrivo di due modelli divenuti storici, la “M15” e la “M20”. Nel 1992 una nuova macchina per caffè espresso completamente automatica, è la “Dolcevita”, che trova anche fuori dal mercato italiano un notevole successo. La “Faema”, sua principale concorrente, nata a Milano nel 1945 da Carlo Valente, viene acquisita dalla Cimbali, che porta a modificare la ragione sociale in “Gruppo Cimbali”.

Altre tre rilevazioni vedono protagonista il Gruppo, quella della “Casadio”, un'azienda bolognese , la “ Hemerson” e la “Slayer” azienda americana. Nel 2012, in occasione del centenario dell'Azienda, apre all'interno della sede di Binasco il “MUMAC”, ossia il museo delle macchine da caffè, e il “Mumac Academy”, come centro di formazione e valorizzazione della cultura del caffè.

Ecco brevemente raccontato un altro pezzo di storia che vede la nostra capacità imprenditoriale italiana. Concludo citando un passato spot televisivo che diceva: il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è! Vero, tuttavia un buon caffè, oltre all'abilità del barman, dipende anche dalla macchina che lo mette in tazzina.

 

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