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Conoscere Milano, una VIA la sua storia: Via Carlo Farini

via carlo farini milano1920Eccomi a percorrere un’altra via della nostra Milano per raccontarne la sua storia. La via Carlo Farini inizia da Piazzale Cimitero Monumentale e termina, dove inizia la via Valassina, nei pressi di Piazzale Carlo Maciachini.

Innanzi tutto vediamo chi era il signor Luigi Carlo Farini che ha dato il nome alla via. Nasce in terra emiliana, fu medico, storico e politico italiano, per breve tempo anche Presidente del Consiglio del Regno d’Italia tra il 1862 e il 1863. Come medico, oltre alle cure ai malati, si dedicò anche allo studio e alla cura del Tetano, della Pellagra e sulla Rabbia. Muore in miseria nell'ospedale – manicomio in provincia di Torino.

Per capire il perché della via Farini dobbiamo risalire al 1880 quando, all'interno dei Bastioni, cioè alle cinte murarie attorno alla città, quella spagnola per essere precisi, fu aperta Porta Volta, per permettere di raggiungere dalla città il Cimitero Monumentale, oltre che la strada per Como, appunto l’attuale via Carlo Farini. 

Oggi il piazzale di Porta Volta è piazzale Baiamonti. La nostra via era vicina al famoso “Quartiere Isola”, separata da una barriera di binari dove si stava costruendo la ferrovia e dai fiumi Seveso e Martesana, che in seguito saranno interrati. La via Farini, a un certo punto, passava sotto i binari poiché sopra, precisamente sul “Ponte della Sorgente”, transitavano i treni. Questo sottopassaggio è rimasto in funzione dal 1958 al 1960. Il tram che percorreva questa via, allora era il numero otto. La costruzione della nuova Stazione Centrale di Milano e della stazione Garibaldi, che sostituì lo “scalo Farini”, non modificò la situazione, sino a che nel 1953 il Ponte della Sorgente è demolito e al suo posto è eretto il “Cavalcavia di via Farini”, in seguito modernizzato.

Chi giunge sulla via non può non vedere una torre tutta ricoperta di mattonelle colorate, rivestimento effettuato in occasione dei mondiali di Italia ‘90. Questa torre in realtà era un serbatoio d’acqua a servizio delle locomotive della stazione Garibaldi. Nell'anno dell’Expo la Torre ha subito un’importante ristrutturazione, le cento mila piastrelle colorate sono tutte al loro posto e luccicanti, e la costruzione oggi è conosciuta come la “Torre Arcobaleno”. Non lontano dal Cimitero Monumentale e dalla Stazione di Milano Porta Garibaldi, sorge il santuario di Sant’Antonio di Padova, precisamente alla confluenza di Via Pietro Maroncelli e via Carlo Farini. La chiesa nasce da un antico “Ospizio di Terra Santa” retto dai Frati Minori, con annessi convento e cappella, dedicata all'Immacolata Concezione. Nel 1902 si decise un ampliamento, e il progetto fu affidato all'architetto milanese Paolo Cesa Bianchi, e la nuova chiesa fu dedicata a Sant’Antonio di Padova. Davanti alla chiesa vi è un piccolo slargo triangolare con la presenza di un’aiuola alberata con, al centro, una fontana con la presenza di una statua di bronzo, opera dello scultore Giuseppe Maretto, raffigurante Sant’Antonio che predica ai pesci.

Una via della nostra Milano che, rivedendola in vecchie fotografie, mi riporta alla mia infanzia quando andavo a trovare i miei nonni, che abitavano proprio in via Carlo Farini. 

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