Fontanili Milano

laghetto foto pixabayMilano presenta una "fascia di fontanili" che hanno storicamente rappresentato la fortuna dello sviluppo agricolo di Milano e della bassa pianura padana.

Percorrendo le campagne del territorio milanese si possono vedere: cavi, rogge, fossati, canali, fontanili, torrenti.
I corsi d'acqua, in questa porzione di territorio lombardo denominata di "alta pianura padana", correvano in profondità su terreni asciutti e, a mano a mano che si avvicinavano a Milano, tendevano a riaffiorare, non più trattenuti nel sottosuolo argilloso, su d'un terreno che costituiva la " pianura padana umida".

Questo fenomeno dava luogo alle risorgive o fontanili, le cui acque pullulavano spontaneamente da una "testa" che poi si distribuiva in vari occhi o bocche che, dopo avere percorso l'asta del fontanile, venivano utilizzate per l'irrigazione che ha reso fertili i campi dell'area milanese e della pianura padana. Capitava spesso di osservare filari di alberi o boschetti che nascondevano una pozza d'acqua sorgiva, ricca di fauna e di flora.

I fontanili risalgono all'inizio del millennio quando, per bonificare i terreni paludosi della pianura, furono eseguiti degli scavi profondi, da 2 a 5 metri, per canalizzare le acque limpide sotterranee.
Le terre dei fontanili erano quasi tutte opera dell'uomo nel senso che sfruttavano polle d'acqua sorgente sotterranea a temperatura costante compresa tra i 10 e i 12 gradi, che si trovavano in strati di ghiaia e sabbia a pochi metri sotto il livello dell'alveo. Le rive del fontanile, formate da un ampio e poco profondo scavo eseguito da materiale attorno agli argini, si presentavano con un effetto ad anfiteatro, in dolce pendio verso l'esterno ed in pendio scosceso verso lo specchio d'acqua. Le polle d'acqua, una volta scoperte, venivano contenute con infissi tini di rovere, in seguito sostituiti da tubi in ferro o in cemento. L'avanzata del processo d'industrializzazione di fine Ottocento e, soprattutto in quello successivo, ha fatto modificare anche il settore agricolo; i fontanili sono andati decadendo e l'ambiente circostante un tempo ricco di vegetazione acquatica e di animali selvatici è completamente scomparso.

Si osserva che le coltivazioni a marcite erano possibili nel corso di tutto l'anno, perché le acque dei fontanili mantenevano una temperatura costante anche nella stagione fredda. Nel corso degli ultimi cinquant'anni, i fontanili si vennero via via prosciugando, sia per cause naturali che soprattutto per l'intervento umano.

Dal 1945 il destino dei fontanili fu inesorabilmente segnato; la loro definitiva scomparsa è evidente in tutto il territorio del Comune di Milano. Le secche stagionali provocavano non solo fenomeni di putrescenza lungo tutti i fossati, che raccoglievano gli scarichi civili e industriali, ma richiedevano anche l'interramento o la copertura di rogge, canali, fossati, fontanili e percorsi dei fiumi.

Nel 1975 i fontanili attivi nella provincia di Milano erano almeno 430 con una portata complessiva giornaliera (rilevata su media annua) di circa 28 mc./s. Il dato aggiornato al 1995, riporta 186 fontanili attivi in tutta la Provincia di Milano, ma che risultano, quasi tutti scomparsi nella città di Milano e prevalentemente nell'area nord - est del territorio provinciale.

Per quanto riguarda l'area nord di Milano si ricorda che i comuni limitrofi sono quelli che avevano un gran numero di risorgive di cui ben 15 in territorio di Novate, 25 in quello di Bollate e 23 in quello di Rho, che contribuivano, in gran parte, ad arricchire il sistema irriguo dell'area nord di Milano.
Nel 1975, erano stati censiti nel territorio di Milano 84 fontanili, le cui risorgive, però si presentavano in gran parte morte, o all'asciutto, o coperte e quelle attive tutte inquinate.

In conclusione, tutti i fontanili di Milano sono estinti perché in parte interrati o combinati, in parte privi di teste risorgive e in parte ridotti all'asciutto per costruire strade e complessi residenziali. I recenti innalzamenti della falda non hanno avuto come diretta conseguenza un atteso aumento del numero dei fontanili attivi, nonostante che negli anni molti ex stabilimenti industriali hanno perso le caratteristiche proprie di funzionalità idraulica.

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