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Gli Abiti liturgici e il loro significato

abiti-sacri-cerimoniaTutti, o perché si frequenta la parrocchia, o perché si deve assistere a qualche cerimonia, o perché si vede in televisione, ci siamo accorti che durante una celebrazione, il sacerdote cambia abito, cioè indossa paramenti di colori o foggia diversi. Perché? Che significato religioso hanno? Quest’articolo vuole proprio far conoscere questa motivazione.

Da moltissime generazioni i cristiani, per partecipare ai vari Sacramenti, ad esempio a un matrimonio, indossano abiti migliori, più belli, che si distinguono da quelli di tutti i giorni. Quando ero un ragazzo, vi era il “vestito della festa”, che s’indossava solo nei giorni festivi, questo non solo per differenziarlo da quelli di uso più quotidiano, ma soprattutto per significare, motivare e risaltare un avvenimento ritenuto importante.

Anche l’abito, dunque, è un segno, e sappiamo che la Chiesa è attenta ai segni, perché questi comunicano qualcosa, annunciano un avvenimento importante, esprimono la fede e la devozione. I segni, appunto come l’abito, non solo sono espressione, ma sono anche fonte di maggior comprensione dell’atto che si compie, favorendo e alimentando la fede e la devozione, e questo non solo nella nostra liturgia, ma anche nelle celebrazioni laiche o pagane o legate a culti rifacentisi alla magia o a sette particolari, pensiamo ad esempio al significato che annuncia una divisa sportiva o militare. Avere quest’attenzione nella celebrazione dei Sacramenti fa comprendere la distinzione tra sacro e profano nella vita quotidiana, richiamando la dignità e la bellezza di realtà soprannaturali.

Ovviamente ciò non vale solo per chi partecipa o assiste alla cerimonia, ma attiene anche il celebrante, con la differenza che i paramenti che lui usa sono prima benedetti, e inoltre testimoniano la finalità missionaria. La Chiesa per i paramenti liturgici dispone quanto segue:

- Si ponga più attenzione alla forma e alla materia usata che non alla ricchezza dell’ornato. Sono ammesse immagini, simboli, solo se indicano l’uso sacro delle vesti.

- Riguardo alla forma, le Conferenze Episcopali possono stabilire adattamenti richiesti dalle necessità e dagli usi locali.

San Carlo Borromeo, anche in questo settore, ha sollecitato a un più attento rispetto per gli abiti, i paramenti e le suppellettili usati nelle chiese. Ecco ora l’elenco e la tipologia delle vesti liturgiche del sacerdote per la celebrazione dei Sacramenti.

  • L’Amitto = è un panno bianco quadrato che si mette attorno al collo, quando il camice non copre completamente l’abito del celebrante.
  • Il Camice = veste di stoffa bianca lunga sino alle caviglie che copre completamente l’abito del sacerdote.
  • Il Cingolo = è la cintura in stoffa bianca che stringe il camice ai fianchi.
  • La Stola = insegna a forma di sciarpa, portata dal Vescovo e dal sacerdote sul collo. Se indossata di traverso sulla spalla sinistra, si tratta di un diacono.
  • La Casula o Pianeta = è il paramento che il celebrante indossa sopra il camice e la stola. Presenta diversi colori abbinati alla liturgia.
  • La Cotta = è una sopravveste bianca lunga sino al ginocchio, con maniche corte e larghe, da indossare sopra la talare. La usano i ministranti o chierichetti, quando servono all’altare.
  • Il Velo omerale = è quel panno che il sacerdote, in segno di rispetto, mette sopra le spalle quando presenta l’ostensorio durante una processione o nella benedizione solenne.
  • Il Piviale = veste usata per le processioni, nella Liturgia delle Ore, nelle feste solenni, per la benedizione col Santissimo Sacramento, o per la celebrazione dei Sacramenti al di fuori della Messa.

Visto la tipologia delle vesti, vediamo ora i colori usati nelle varie liturgie.

Precisiamo che i colori evidenziano il tempo liturgico caraterizzandone il significato simbolico.

  • Oro = questo colore può sostituire, per particolari motivi di solennità e durante tutto l’anno, qualsiasi altro colore liturgico.
  • Bianco = essendo il colore della luce, della vita, ricordo il camicino bianco dato al Battesimo, della gioia pasquale, si usa nel tempo natalizio e di Pasqua, nelle festività della Madonna e dei Santi non martiri.
  • Nero = è usato, anche se non sempre, nei funerali e nelle celebrazioni per i defunti.
  • Rosaceo = colore che si usa solo nel rito romano per la quarta domenica di Quaresima e per la terza domenica di Avvento.
  • Rosso = essendo il colore del sangue indica quello sparso dai Martiri per la propria fede e il dono dello Spirito Santo. S’indossa il Venerdì Santo, la Domenica delle Palme, nella Pentecoste e nelle feste dei Santi Martiri.
  • Verde = legato al rinnovamento della vita – la primavera – simboleggia la giovinezza della Chiesa. È usato nel tempo ordinario.
  • Viola = colore che indica la speranza, l’attesa. È usato in Avvento, in Quaresima e nella liturgia dei defunti.

Ecco un motivo in più di conoscenza che ci permette di dare un significato più completo alla funzione cui stiamo assistendo.

foto da: Holyart – paramenti sacri

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