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Guglielma di Milano, detta la Boema

guglielma la boemaIn quest'articolo vi voglio raccontare la storia di questa donna di nome Guglielma di Milano, detta la Boema in quanto nata in quella terra. Siamo nel lontano 1260 allorché Guglielma arriva nella nostra Milano accompagnata da un figlio. Si dice fosse una mistica, presunta figlia del Re boemo Ottocaro I, ma in proposito vi sono molti dubbi.

Giunta a Milano diventò una "oblata", ossia una laica che alloggiava in un convento o luogo della chiesa, precisamente nell'Abbazia di Chiaravalle, dove fu anche, alla sua morte, sepolta. La Guglielma aveva fama di essere una guaritrice, fama che aumentò sempre più sino a dar vita a un movimento religioso, chiamato dei "Guglielmiti", seguito da alcuni nobili milanesi e molte donne.

Va precisato che non bisogna confondere questa setta legata a questo personaggio, con l'omonimo ordine di eremiti, fondato da San Guglielmo. Tra l'altro vi è una corrente di pensiero che mette in rilievo il fatto che questa Guglielma possa essere confusa con Santa Guglielma che si ritirò nel monastero di Brunate, dove ebbe fama di santa taumaturga. Fatta questa precisazione, veniamo al nostro racconto.

Tra i personaggi che seguirono Guglielma la Boema vi erano il figlio di Ottone Visconti, Galeazzo, una suora degli Umiliati, tale Maifreda da Pirovano in quel di Biassono vicino a Monza e il teologo Andrea Saramita. Questi era un laico legato all'Abbazia cistercense di Chiaravalle il quale decise di seguire le orme di Guglielma tanto che proclamò che Guglielma era l'incarnazione dello Spirito Santo, dando credito a quanto predetto da Gioacchino da Fiore, teologo e mistico cristiano. Essa sarebbe andata a Roma, avrebbe scacciato i cardinali e messo al loro posto quattro Angeli.

Alla di lei morte il Saramita mise la Maifreda da Pirovano come erede spirituale della Boema ed investita del titolo di papessa. Riempì alcune chiese di Milano, come ad esempio quella di Santa Eufemia, che si trova in Piazza Sant'Eufemia, 2 riempiendole di immagini della "santa", dedicandole inni e litanie, spargendo poi la voce di una sua imminente risurrezione. L'eccesso avvenne in una domenica di Pasqua del 1300 quando la "papessa" officiò una Messa con tutti i paramenti sacri in onore di Guglielma.

Si racconta che tale Corrado Coppa, mercante in Milano, stanco di vedere la propria moglie che frequentava troppo assiduamente questa setta, avvertì chi di dovere. Fu così che l'inquisizione venne a conoscenza del culto che si era formato attorno alla "santa" e così adempiendo i decreti emanati da papa Bonifacio VIII, giunsero a Milano due inquisitori, precisamente Guido da Cocconato e Rainerio da Pirovano, i quali istruirono il processo. Gli atti del processo pare siano conservati nella Biblioteca Ambrosiana.

La prima azione che i due inquisitori fecero fu quella di rimuovere l'oggetto del culto, ovvero le spoglie della Guglielma che furono dissepolte e bruciate in piazzale della Vetra, così come ogni sua immagine e cosa a lei appartenuta. La seguace Maifreda da Pirovano fu condannata al rogo, così come dovrebbe essere stata la sorte del Saramita. I quattordici punti emessi dal processo vedono una forte responsabilità del Samarita più che della Guglielma.

Fatto sta che questo è un triste fatto capitato, anche se molto lontano nel tempo, nella nostra metropoli milanese.

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