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Il lamento degli Italiani: costretti ad emigrare

valigiaLeggendo il titolo subito si è portati a collocare il lamento ai giorni nostri, benché non manchino certo motivazioni più che valide, il riferimento risale agli anni del 1800, quando, così come capita anche oggi, i lavoratori italiani dovettero far la valigia e cercare lavoro in altre città europee e non solo, con tutti i disagi e le fatiche annesse e connesse.

In specifico vi voglio riportare una poesia di protesta che braccianti del mantovano recitavano contro il governo italiano, in quanto per lavorare erano costretti ad emigrare in terra di Francia. La poesia di protesta, pare scritta da tale Rossi Cesare, s'intitola: Lamento di italiani prima di partire per lo Stato felicissimo di Francia.

Noi d'Italia buona gente,
se n'andrem in Francia accorta,
col fagotto nella sporta,
per sudarvi allegramente,
e il lavoro procurato
farà eco al nostro Stato.

Qui son ricchi crepulosi
che i lor cuor an si tigrosi:
benché il florido terreno
dia a loro biada e fieno;
vilipendon chi procura
tutti i beni di natura.

In lor nacque la paura
che si voglia far la guerra,
no, la plebe un dì oscura
oggi sorse: e alla terra
va chiedendo del lavoro,
non rubar vostro tesoro.

Per l'Italia siam volati
al rimbombo dei cannoni;
giovinotti allegri e buoni
ci siam molto affaticati;
non chiedemmo una mercede
e l'Italia sorse in piede.

Se vogliamo un tantino
viver meglio nel paese,
guadagnar almen le spese...
il diritto un pocolino
noi l'abbiam. Si credete,
voi signori se l'avete.

La ragione, è colla forza
dello schioppo e del cannone;
pretendete con la sferza
di quel codice vecchione,
che al ricco dà ragione,
frenar fame in questione.

Gran fortuna abbiam trovato,
e guardandoci d'attorno,
vediam Francia il grande Stato
ch'offrirà a noi soggiorno:
qui si muore di pellagra,
là, la paga non è magra.

Questi giorni non temiamo
se cercando qui lavoro
noi delusi ritorniamo:
Francia offre un ver tesoro,
già che in Essa s'è trovato
di star bene a buon mercato.

E voi altri affittuari
che fin'or approfittando
di noi poveri somari
cui sfruttaste imbrogliando;
quando privi di noi sarete
la zampogna suonerete.

E voi ricchi originali
non vi pesda la coscienza...
a vedere i nazionali
colla pancia in decadenza
e costretti in Francia andare
la polenta a guadagnare.

Oh! si pensi una volta
d'arrestar questo flagello,
se no pronti alla rivolta
ci vedrete nel più bello.

Speriam dunque la tornata
nell'Italia risanata.

La lettura di questa poesia, piuttosto lunghetta, a mio avviso descrive molto bene la situazione dei lavoratori italiani costretti, da uno stato inefficiente e da ricchi che pensavano a godersela, a dover lasciare il suolo natio, nonostante tutto amato, per poter sbarcare il lunario come si suole dire. Tempi ormai passati? Non ne sono del tutto convinto.

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