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Il senso del tempo: alcune curiosità della vita quotidiana dei nostri avi

orologio tempo pixIl tempo, ossia una successione di istanti considerata sia in sé, sia in relazione alle vicende che in esso si svolgono. Periodo, epoca, età.

Dal latino těmpu(s), di etimologia incerta, aveva soltanto un significato cronologico. Oggi noi moderni abbiamo strumenti che ci permettono di "misurare e suddividere il tempo", ma nel Medioevo come i nostri antenati gestivano il tempo?

Vi riporto alcune curiosità che ho trovato attingendo da notizie varie.

Il senso del tempo nel popolo occidentale, tra cui la nostra Penisola, era offerto dal Sole, che imponeva il suo ritmo con l'alternarsi del giorno e della notte, con variazioni secondo le stagioni.

Gli avvenimenti astronomici dell'anno erano collegati alle feste liturgiche, mentre le preghiere seguivano il ritmo del giorno e della notte. Le campane segnalavano le principali suddivisioni della giornata tra due Angelus. Quando il sole è nel punto più alto della sua corsa, è mezzogiorno e, secondo l'abitudine romana, 12 sono le ore del giorno e 12 quelle della notte. Mezzogiorno però corona la sesta ora del giorno, mentre la prima ora si ha col sorgere del sole. Nella dodicesima ora ecco il vespro compiuta dall'arrivo della notte. L'ora terza e l'ora nona sono press' a poco al centro di due mezze giornate.

Di notte invece la terza ora è determinata dall'ufficio di compieta, la sesta termina a mezzanotte, si ha allora il mattutino; la nona è celebrata dalla Laudi. Teniamo presente che erano considerate diversamente dalle nostre ore di sessanta minuti. Eccone un esempio: al solstizio d'inverno, il giorno durava dalle 6 alle 8 ore delle nostre ed era diviso in 12 ore ognuna che veniva ad essere di 30-40 minuti; al contrario al momento del solstizio d'estate, il giorno durava dalle 16 alle 18 ore nostre, quindi erano di 80-90 minuti. Questo fenomeno è spesso riportato sui quadranti solari che a volte si trovano ancora dipinti.

Un sistema diverso si doveva giocoforza adottare per la notte o i giorni senza sole, ecco allora che ci si poteva servire di candele che si sapeva consumarsi entro 3 o quattro ore ciascuna: una notte era normalmente di tre candele. Altro sistema era la clessidra a sabbia o ad acqua. Certo era che il popolo preferiva rimanere ancorato al tempo della Chiesa il cui ritmo era, come ho già accennato, legato alle funzioni o alle feste liturgiche importanti.

Nel mondo contadino anche alcuni animali erano indicatori del trascorrere del tempo, pensiamo al chicchirichì del Gallo che, di solito puntualmente, al mattino faceva sentire la sua voce; oppure di alcuni uccelli che puntualmente al mattino presto emettono il loro canto e, altrettanto puntualmente, alla sera zittiscono.

Con l'arrivo, soprattutto nelle città, dell'attività industriale e mercantile, si hanno l'esatta divisione delle ore uguali tra loro, e queste ritmate da un orologio meccanico che sostituirà il campanile delle Chiese. Si ritiene che i mercanti abbiano contribuito non poco alle migliorie e semplificazioni per la gestione del tempo, anche se ciò è avvenuto lentamente e non in maniera omogenea nella popolazione.

Se consideriamo la giornata del contadino, ancora al principio del XX secolo, lo si capisce benissimo, infatti, si svegliava al canto del gallo un po' prima dell'alba, così come al suono della campane. Ci si segna con segno di croce e le preghiere e poi ci si vestiva e ci si recava sui campi per iniziare il faticoso lavoro.

Diversa era la gestione del tempo per i nobili e i chierici, in altro affaccendati. Il discorso sarebbe ancora lungo, ma già, per un articolo, mi sono dilungato, per cui termino, non prima di aver sottolineato come anche quest'aspetto del vivere il tempo aiuti a comprendere meglio la vita quotidiana dei nostri avi.

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