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Il fascino di un fiume: il Ticino

fiume ticinoIl titolo già annuncia l’articolo, la storia del fiume Ticino, un corso d’acqua affascinante che, nella mia gioventù, percorrevo in bicicletta fermandomi sulle sue rive per un pic nic o semplicemente per rimirare il paesaggio.  Sappiamo che il Ticino nasce in terra Svizzera, poi raggiunge il lago Maggiore e, infine, si tuffa nel grande Po. All’uscita dal Lago, al Ponte di Sesto Calende, il fiume inizia il suo percorso in terra italica, tragitto che lo vede cedere molta delle sue fresche acque prima di raggiungere il Po.

Al Canale Regina Elena, che irriga le campagne del novarese, il Ticino cede parte delle sue acque. Subito dopo, nel territorio di Somma Lombardo buona parte delle sue acque sono incanalate per alimentare il Canale Villoresi e il Canale Industriale. Il Canale Villoresi origina in località Maddalena, a Somma Lombarda, e si getta nel canale artificiale della Martesana presso Cassano d’Adda. Il Canale Industriale, conosciuto anche come Canale Vizzola, è artificiale e inaugurato nel 1900 per la produzione di energia elettrica. Perché il Ticino entri completamente in Lombardia, dobbiamo portarci in quel diAbbiategrasso, dove abbiamo la bellissima terra di Lomellina, con la cittadina di Vigevano, lambita dal fiume. Finalmente incontriamo Motta Visconti, dove il Ticino torna a essere un unico alveo, e dove mi recavo volentieri in bicicletta per una sana pedalata. Arriviamo così al conosciuto Ponte di Barche di Bereguardo, dove mi fermavo volentieri in un’osteria, oggi non so se esiste ancora, a bere qualcosa di fresco e gustare un piatto di rane o pesciolini fritti. Rivolgendosi verso Sud il fiume attraversa la storica e bella città di Pavia, che invito a visitare, per confluire nel grande Po nel territorio comunale di Linarolo, e precisamente al Ponte della Becca. Questo ponte è stato costruito nel 1912 e rifatto nel 1950 poiché i bombardamenti dell’ultima tragica guerra lo avevano distrutto.

Parlando del Ticino non posso non fare accenno al Parco del Ticino, tanto più che, proprio questo 2014, vi è stata la ricorrenza del 40° anniversario della costituzione del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Il parco è un’area a elevata biodiversità, dove possiamo vedere una notevole diversità di habitat, di numerose specie vegetali e anche la presenza di molti animali. Insomma, una gita verso il nostro Tisìn, magari in bicicletta in una giornata in compagnia del sole, la consiglio vivamente, sicuro che non resterete delusi.

Per meglio prepararsi a una scampagnata estiva, considerato che entriamo a giorni nell’inverso, si può leggere il libro “Ticino, le voci del fiume, storie d’acqua e di terra”, di Cederna e Cerchioli. Anche poeti famosi hanno dedicato a questo incantevole fiume le loro poesie, ad esempio Gabriele D’Annunzio, nella poesia La Muta, scrive:

Presso il grande ponte sta Sesto Calende.
Corre il Ticino, tra selvette rare,
verso diga di roseo granito
corre, spumeggia su la china uguale.

Anche Alessandro Manzoni, nella sua poesia Marzo 1821, accenna al Ticino quando dice:

Soffermati sull’arida sponda
Vòlti i guardi al varcato Ticino.

Il cantante Sergio Savioni ha dedicato al Ticino una canzone, tutta in dialetto pavese, dal titolo Al mè Tisìn.

Per concludere è doveroso rammentare che esistono più di una testata giornalistica, e sono: Il Giornale del Ticino, Il Corriere del Ticino e Il Ticino, edito dalla Diocesi di Pavia. È inoltre presente una radio locale, la Radio Fiume Ticino.

Il Barbapedana

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