Il giardino della Guastalla

Un giardino, un parco di ormai quasi cinquecento anni, ci racconta la sua storia. Anche se è uno dei meno noti di Milano, il piccolo e raccolto giardino della Guastalla ha una storia tutta da raccontare, che ci ricorda un passato che sembra ormai lontano.

La sua storia inizia nel 1555, quando, in una Milano allora sotto il dominio spagnolo, la contessa Paola Ludovica Torelli della Guastalla prese la decisione di far costruire, oltre a un collegio per le ragazze di buona famiglia, un piccolo parco presso la via Francesco Sforza.

guastalla 1Vedova due volte, la contessa proveniva dall’Emilia, che era sotto la protezione dei Visconti, e si trasferì a Milano, con il confessore padre Battista da Crema.

Da sempre incline alla preghiera e alla meditazione, la contessa decise di dare una mano a tutte quelle ragazze che rischiavano una vita di stenti e miseria.

Per prima cosa, Paola fece erigere un convento consacrato a San Paolo Convenso presso Corso Italia, poi fece abbattere una ventina di casa di tolleranza dove oggi si trova il monastero delle Angeliche.

Nel 1535 la contessa divenne suora con il nome di Paola Maria, ma quando nel 1553 vennero imposte le nuove leggi per la clausura nei conventi, prese la decisione di lasciarlo.

Avendo ricevuto dai Gonzaga una lauta somma per la vendita dei suoi possedimenti emiliani, Paola Ludovica, nel 1556, comprò una casa con giardino dal medico Matteo delle Quattro Marie, con lo scopo di trasformarla in un collegio per ragazze.

Al centro del collegio, circondato da mura altissime, si trovava il bellissimo giardino che possiamo ammirare ancora oggi, con un laghetto che era alimentato dalle acque del Ticino ed era ricco di trote e persici.

guastalla 2Dopo la morte della contessa, il collegio continuò la sua attività, mentre il laghetto fu interrato e al suo posto venne eretta una peschiera in stile barocco, mentre nel Seicento fu aggiunta un’edicola e nell’Ottocento un tempietto neoclassico di Luigi Cagnola, oltre alla fontana del mascherone tra via Guastalla e via San Barnaba.

Sotto il fascismo, il giardino rischiò di diventare un’area fabbricabile, ma alla fine il podestà di Milano, Giangiacomo Gallarati Scotti, nel 1939 lo fece diventare il primo parco pubblico del capoluogo lombardo. 

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